Delle previsioni meteo e clima abbiamo sempre più bisogno. Sono oramai un dato fondamentale e costante della nostra vita quotidiana, e non solo perché magari tutti noi consultiamo quelle del tempo atmosferico a breve, per sapere se domani farà pioggia o sole nella nostra città o in quella in cui andremo per lavoro o vacanza. C’è molto di più e anche parecchio più importante perché, ammettiamolo, oramai facciamo un uso personale delle previsioni del tempo spesso un po’ ossessivo che ci provoca un malumore da previsioni “sbagliate”, specie se siamo in vacanza e quindi meno disposti a vivere un giorno di “brutto tempo”, come non ci si potesse divertire e rilassare altrimenti. Comunque sia solide previsioni, come quelle che abbiamo oggi, sono importanti per noi oggi tanto quanto il sistema Gps o la telefonia mobile, le cui strutture hanno, entrambe, cambiato il mondo negli ultimi 30 anni.

L’esempio più chiaro e immediato è l’importante servizio di allerta meteo operativo in tutti i Paesi sviluppati. L’allarme per eventi meteo notevoli, o addirittura eccezionali, come forti venti o temporali o tornado, devono essere comunicati in tempi strettissimi a chi potrebbe averne un danno anche in termini di sicurezza personale. Questo servizio è così importante che è da sempre nelle carte che regolano i Centri di allerta, per esempio negli Stati Uniti, e che fanno parte dell’Emergency Alert System di quel Paese, da sempre funestato da tornado distruttivi.  Qui in Italia Protezione Civile e Aeronautica Militare si preoccupano di diramare quotidianamente avvisi sui fenomeni meteo attesi, con relativo grado di allerta.

Un altro settore che tocca molti di noi da vicino – si prende infatti l’aereo sempre più spesso sia per vacanza che per lavoro – è quello legato ai voli. È semplice capire che le condizioni meteo, temperatura a terra e a varie quote, presenza di nebbia, nubi, pioggia o neve, venti forti e chi più ne ha più ne metta, sono di fondamentale importanza per un volo sicuro o addirittura per sconsigliare il decollo o dirottare l’atterraggio, in casi estremi.  Si ricorderà che qualche anno fa la presenza di cenere abbondante trascinata dal vulcano islandese dall’impronunciabile nome, Eyjafjallajökull, bloccò il traffico aereo su quel Paese, e su mezza Europa, per vari giorni, e l’analisi dei venti in quota fu fondamentale per capire la situazione. Pensiamo anche al vantaggio degli aerei di linea a sfruttare nella propria rotta il vento in coda, per arrivare prima e consumare meno carburante. Ma gli aerei di linea stessi entrano, a loro volta, anche nel servizio di raccolta dati meteo operato oltre che con strumenti a bordo anche tramite il più antico degli strumenti meteo, ovverosia l’occhio umano, in questo caso dei piloti che sono in grado di riferire sulla presenza di nubi, sulla loro estensione, sulla presenza di fulmini, correnti in quota e così via. Viaggio dopo viaggio i vari aerei che passano sopra una data regione danno notizie fondamentali sull’evoluzione delle perturbazioni.

Analogamente anche il traffico navale, seppur diverso ed estremamente più lento, ha come punto importante la sicurezza che gli può essere data da previsioni del tempo, che riguarderanno anche parametri specifici come lo stato del mare e dell’atmosfera della regione in cui sono in navigazione.

Uno dei campi in cui l’uso delle previsioni meteo, sia a breve che a lunga scadenza, è fondamentale è senz’altro l’agricoltura, storico ostaggio del variare delle condizioni meteo, dalla siccità alle alluvioni alle tremende grandinate che hanno rovinato raccolti e piantagioni a iosa. Ecco quindi che a detti popolari, proverbi e raccomandazioni ai santi si è sostituito il più sicuro ricorso alle conoscenze dei fenomeni meteo. Anche il più semplice dei problemi dei campi – quando tagliare il grano o quando effettuare la vendemmia – è influenzato da piogge e altro. L’agricoltura poi è il primo campo in cui si è celebrato il matrimonio, oggi saldissimo, fra previsioni meteo e assicurazioni, che hanno messo al riparo dalla piaga della grandine gli agricoltori da decenni. Come possono calcolare il rischio, e di conseguenza il premio, le società di assicurazioni se non hanno statistiche meteo del passato e proiezioni sul futuro? E infatti oggi queste società, almeno le più grandi o specializzate, impiegano anche meteorologi e il legame fra tempo, agricoltura ed economia è così forte che i future sui prodotti agricoli tengono conto pesantemente delle previsioni.

Se poi il caldo esplode d’estate o il freddo ci congela d’inverno è meglio saperlo prima, dato che, insofferenti come siamo oramai diventati, nel primo caso apriremo i condizionatori per 24 ore al giorno in casa e ufficio e nel secondo alzeremo il livello di riscaldamento. Ecco che le società che ci forniscono elettricità e gas hanno tutto l’interesse a saperlo in anticipo, per provvedere la merce che poi ci distribuiranno. Anche qui i contratti fra fornitori e distributori vengono stilati in funzione delle condizioni meteo previste.

Per motivi simili un cliente importante del crescente mercato delle previsioni è costituito da supermercati e grande distribuzione in genere. Caldo uguale bibite, per esempio, e quindi il sapere quale sarà la temperatura dei prossimi 15-30 giorni è determinante, è un dato che entra nella oramai tremendamente complessa ricetta del marketing di questo settore che termina col fatto, per noi del tutto naturale, di trovare in bell’evidenza nello scaffale più comodo l’offerta di aranciata e birra quando fuori fanno 40 gradi all’ombra.

Meriterebbe poi un articolo a parte l’esplosione, non tutta in positivo, dei siti “privati” che comprano dai grandi centri, come quello europeo di Reading i dati semi grezzi sulle previsioni a prezzi bassi e poi le affinano con loro modelli o metodologie per rivenderli, in senso lato al pubblico che li ripaga coi click al sito, ma anche a clienti commerciali che ne fanno richiesta. Nulla di male, anche se uno potrebbe dire che visto che l’Italia paga per Reading una bella cifra, vari milioni all’anno, questi siti o portali meteo contano di fatto su un finanziamento pubblico, ma il fatto negativo, che ha creato sospetto e cattiva fama alle previsioni, è la necessità di parecchi di questi siti meteo di esasperare le notizie.

Occorre sgomitare per mettersi in evidenza ed ecco quindi che un normale temporale, come ne abbiamo presi a dozzine nella nostra vita, diventa una “bomba d’acqua”, mentre le perturbazioni così come gli anticicloni del bel tempo ricevono nomi che incutono terrore, da Minotauro a Minosse. Leggendo questi bollettini sembra a volte che l’Italia passi in poche ore da territorio desertico a nazione invasa dall’alluvione. Senza togliere i meriti che i migliori di questi siti hanno – peraltro sono fra i più cliccati in Italia -, il pericolo è la diseducazione e disaffezione da parte del pubblico, condizionato dal meteo-sensazionalismo. La nostra esistenza è già fragile senza imbottirla di previsioni e oroscopi farlocchi, ma a spiegare questo ci aveva già provato nel 1832 Giacomo Leopardi con il suo meraviglioso Venditore di Almanacchi.