Accusato di frode, preso di mira da Tech-contestatori e tassisti professionisti. Uber, nonostante il suo valore di 17miliardi di dollari e la sua crescita negli Stati Uniti, é il bersaglio più colpito dalla popolazione reale e virtuale. #deleteuber é diventato lo spazio in cui non solo autisti di professione, ma anche cittadini comuni e organizzazioni in difesa dei lavoratori sfogano le loro proteste. Consapevole della caduta di popolarità a San Francisco la compagnia di servizio macchina on-demand ha appena lanciato una promozione per mantenere la fedeltà dei suoi utenti: 5 dollari per ogni “passaggio” usando Uberpool, il servizio che ti permette di dividere i costi della rotta con un completo sconosciuto che deve raggiungere la stessa destinazione. Mentre il colosso cerca di trovare soluzioni, CB Insights ha appena pubblicato una lista di 27 alternative mondiali a Uber. Noi qui abbiamo riportato alcune delle più interessanti divise per area geografica.

Il nemico é sempre in casa e cominciamo proprio dagli Stati Uniti, esattamente San Francisco. Recente la notizia che Google si starebbe preparando al lancio del suo servizio di car on-demand da affiancare alle sue self-driving car. Con questo progetto e intenzione Google é come se avesse iniziato una competizione con se stesso: Google Venture ha investito esattamente 258milioni di dollari in Uber.  Altro competitor locale é Lyft, meglio conosciuto o riconosciuto dai californiani come il baffo rosa. Le varie macchine che circolando per la città si distinguono dal baffo rosa sistemato sopra il cruscotto, simbolo della compagnia. Il servizio é praticamente uguale a quello di Uber e fra i suoi investors Lyft (lyft.com) ha nel portfolio, Founders Fund e Andreessen Horowitz. Sidecar (sidecar.com), permette di scegliere il passaggio in base al veicolo e la compagnia garantisce ai vari autisti non professionisti un guadagnao a partire da $35 dollari all’ora. Anche la start up é stata finaziata da Google Ventures. Flywheel (flywheel.com), invece, raccoglie taxisti professionisti che possono raddoppiare il loro stipendio lavorando sia per una compagnia, sia come liberi professionisti per Flywheel. Il servizio, oltre a San Francisco, é disponibile anche a Los Angeles, Washington DC, Seattle e San Jose. Hanno stretto accordi direttamente con le compagnie di Taxi quelli di Curb (gocurb.com). Presente negli Stati Uniti in 60 città, Curb ha creato business partership con 90 compagnie, fra cui Yellocab, Luxor Cab. Summon (instantcab.com) riunisce invece professionisti ed amatori, mentre Via (ridewithvia.com) é un nuova proposta valida esclusivamente per New York City: fornisce chaffeur professionisti nella Upper East Side, Upper West Side, Midtown Manhattan con operatività dalle 645 alle 21.

L’Europa é per Uber la terra proibita. Fra i maggiori rivali c’é Hailo (hailoapp.com), che ha sede nel Regno Unito e funziona in alcune città fra cui Londra, Manchester, Liverpool, ma a Barcellona, Madrid e Irlanda e Giappone (Tokyo e Osaka). Hailo ha macchine proprie con logo sulla portiera che vengono guidate esclusivamente da professionisti. Diffusa a livello internazionale é Blacklane (blacklane.com), con headquarter in Germania. Le sue tariffe sono un po’ più alte di quelle di Uber, forse per la scelta delle macchine, solo Mercedes, anche se da Berlino centro città all’aereoporto, il prezzo é all’incirca 30 euro. MyTax (mytaxi.com), é un’altra innovazione tedesca e funziona in 40 location con un network di 45mila taxi (sono tutti professionisti). Il servizio, per esempio, può essere chiamato a Barcellona, Zurigo, Varsavia e Washington DC. Cabify (cabify.com), é partito dalla Spagna e ha conquistato gran parte dell’America Latina. Propone tre soluzioni, Executives – Mercedees Classe E e Audi 26 – Luxury – Mercedes Classe S – Group – Mercedes Viano minivans. Oltre a Madrid, Barcellona, Malaga e Bilbao é attivo anche a Lima, Santiago de Chile e città del Messico. Prezzo minimo per ogni corsa 10 euro.

LeCab(lecab.fr) é valido solo in Francia e garantisce una tariffa unica: 8 euro per ogni chiamata. Se la meta é l’aereoporto, invece, le tariffe variano: CDG 48 euro e Orly 37euro. La Grecia, nonostante la crisi economica, ha trovato la sua perla. TaxiBeat (taxibeat.com) lanciato ad Atene nel 2011 é oggi attivo in Europa, Francia, Norvegia, Romania e in alcune parti dell’America Latina, come Brasile, e centrale, Messico. Infine, Istanbul, entra in scena con il suo Bitaksi (bitaksi.com), che raccoglie solo tassisti professionisti.

Il vento caldo asiatico porta i suoi profitti con GrabTaxi (grabtaxi.com), forse il vero competitor di Uber, che ha sedi sparse in varie parti del Sud Est del Continente, fra cui Malesia, Thailandia, Indonesia, Vietna, e Filippine. L’azienda ha recentemente raccolto 250milioni di dollari da Soft Bank, una compagnia di telecomunicazioni giapponese. Olacabs (olocabs.com) in India ha il suo discreto successo e Didi Dache, Cina, ha già ricevuto dal suo lancio (2012) ben 817milioni in 4 rounds. Conquiste internazionali per la israeliana GetTaxi (gett.com) che ha sedotto per ora New York, Mosca, San Pietroburgo e ovviamente Tel Aviv, Haifa, Gerusalemme. Appoggi governativi, infine, per l’australiana Ingogo (ingogo.mobi) che vagante a Melbourne e Sydney, ha ottenuto fondi dall’Australian Federal Government. Sicuramente avranno trovato una soluzione per pagare le tasse.