In meno di un decennio il bitcoin si è trasformato da curiosità quasi esoterica a strumento familiare, non certo di uso comune ma di cui si parla quotidianamente. Con una volatilità da paura il suo valore è passato da pochi cent a oltre 4mila dollari. E intanto dono nate centinaia di altre criptovalute. Se appare oggi del tutto irrealistico pensare che il bitcoin o qualcuna delle sue “sorelle” possano sostituire le valute ufficiali, hanno comunque dimostrato la fattibilità e le potenzialità della blockchain sottostante. Parte da questi assunti l’ultimo bollettino trimestrale della Banca dei regolamenti internazionali di Basilea, l’istituto che rappresenta un po’ “la Banca centrale delle Banche centrali”,  dedicato questa volta alle criptovalute. Dal titolo, neanche troppo ironico, “Central bank cryptocurrencies”.

Perché, se si parte da questi dati di fatto, la Bri sollecita il sistema globale delle Banche centrali a ripensare seriamente il proprio approccio nei confronti delle criptovalute, non solo sotto il profilo degli equilibri del sistema finanziario mondiale, ma anche per quanto riguarda la loro efficacia e gli effetti che potranno portare in quel sistema. “Le banche centrali dovranno considerare le preferenze dei consumatori in relazione alla privacy e ai potenziali benefici in efficienza – in termini di pagamenti, clearing e settlement – ma anche i rischi che potrebbero derivarne per il sistema finanziario e per l’economia nel suo complesso, così come le implicazioni per la politica monetaria”, afferma il rapporto.

Negli ultimi anni il sistema finanziario, a partire dall stesse Banche centrali si è interessato al tema in misura crescente, anche se con non poche remore nell’affrontarlo in maniera ufficiale, il che avrebbe significato un riconoscimento di fatto delle valute decentralizzate. Addirittura l’Estonia ha annunciato un progetto per la creazione della propria criptovaluta, attraverso un’offerta inizale di valuta, per finanziare lo sviluppo della digitalizzazione dello Stato baltico, mentre alcune fonti hanno rivelato che anche l’India, altro paese che sta facendo grandi progressi nel senso della digitalizzazione del sistema finanziario, ci starebbe pensando.

“Alcuni dei rischi sono davvero difficili da valutare”, conclude il rapporto della Bri che analizza nel dettaglio l’ipotesi di criptovaluta della Banca centrale sia come strumento di pagamento al consumo, che per il wholesale, vale a dire per il sistema interbancario. La sollecitazione della Banca centrale delle Banche centrali è quindi per affrontare il problema in maniera seria. E senza pregiudizi.