Etnia e religione. “Ma perché ragionate come la questura?” Hanno chiesto provocatoriamente otto ragazzi del gruppo di lavoro sulla Cartella Sociale quando hanno visto queste informazioni nella scheda anagrafica. Otto migranti non accompagnati tra i 15 e i 19 anni provenienti da Bangladesh, Nuova Guinea, Gambia, Egitto e Mali che hanno espresso la loro opinione sulle diverse voci della piattaforma in costruzione. La Cartella Sociale – nata dal progetto Harraga del Ciai – conterrà i dati e le informazioni dei minori che sbarcano in Sicilia (il 40% del totale nazionale) e che vivono a Palermo (circa 700). Ragazzi che talvolta diventano vittime di abusi e che senza un progetto di vita rischiano l’esclusione sociale.

La Cartella Sociale, che sarà pronta a marzo del prossimo anno, accorpa per la prima volta tutte le informazioni anagrafiche, sanitarie, amministrative ma anche aspetti che riguardano istruzione e formazione, esperienze lavorative, competenze, desiderie e progetti. “Il primo vantaggio è avere in un unico luogo informazioni corrette, complete e coerenti e quindi anche una tracciabilità dei percorsi di questi ragazzi” spiega Alessandra Sciurba, coordinatrice progetto Ragazzi Harraga del Centro Italiano Aiuti all’Infanzia. “Inoltre la Cartella Sociale consente di ripensare i frammenti di vita di questi ragazzi in un percorso non solo di inclusione sociale ma anche di senso e di autonomia”.

Ciò che succede di norma per questi ragazzi è che ogni istituzione italiana che si relaziona a loro offre un qualche percorso o servizio. Senza tuttavia conoscere ciò che questi ragazzi sperimentano in altre situazioni. Manca insomma un approccio d’insieme condiviso. La Cartella Sociale vuole mettere assieme tutta la “filiera”, dalla scuola alla formazione, dalla salute all’alloggio. Per questo motivo il progetto Harraga sta sviluppando la Cartella insieme all’Assessorato alla cittadinanza sociale del Comune di Palermo – che gestirà la Cartella stessa – e in collaborazione con il Garante Metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza, i centri Sprar, i Cpa (centro prima accoglienza), le comunità alloggio, l’azienda sanitaria locale e tutti gli altri attori coinvolti nella vita di questi ragazzi.

La piattaforma web prevede diversi livelli di accesso a seconda dei diversi attori (che una volta accreditati insiriranno la loro parte). “La Cartella Sociale consentirà quindi una progettazione complessiva e coerente attorno al singolo ragazzo e farà emergere anche gap e incognite del complessivo sistema di accoglienza” aggiunge Sciurba.

Il progetto Harraga ha ideato la Cartella Sociale qualche tempo prima della legge Zampa, che pure la prevede ma di cui ancora non si conoscono i dettagli. La Cartella Sociale potrebbe quindi essere presa come modello di partenza ed è facilmente replicabile.

La Cartella Sociale nasce dal progetto Harraga del Ciai, che ha come beneficiari 400 ragazzi. Ragazzi Harraga non si sostituisce agli interventi di emergenza rivolti a minori migranti ma si affianca: l’intento è migliorare la capacità di cooperazione della rete di soggetti pubblici e privati, già attivi nel sistema di protezione per minori. I giovani che escono da questo percorso possono gestire la loro vita in autonomia, accolti e integrati nella società italiana: specialisti offrono servizi e strumenti formativi (laboratori interculturali, tirocini formativi, orientamento per la vita quotidiana e opportunità di lavoro) e una casa, appena compiuti i 18 anni.