Analizzare il passato per anticipare il futuro. Big Innovation Platform è la piattaforma in fase di sviluppo da parte di Intesa Sanpaolo che ha l’ambizione di anticipare i trend futuri e le tecnologie a potenziale di crescita esponenziale per il settore bancario. “Vorremmo prevedere la Whatsapp del futuro!”, sintetizza Matteo Colombo, responsabile Osservatorio e incubatore dell’innovazione dell’Innovation Center dell’istituto, analizzando i passaggi e i percorsi dell’evoluzione dei casi di successo del passato per individuare pattern che possano contribuire a individuare le potenzialità del futuro. La piattaforma accumula e digerisce ogni giorno quantità enormi di dati e notizie provenienti da fonti disparate: carta stampata, web, social network, paper scientifici, brevetti, analisi e dati dei venture capital, report finanziari, analisi e previsioni provenienti da tutto il mondo, analizzati da algoritmi predittivi proprietari messi a punto in collaborazione con la Fondazione Isi chiamati a individuare i primi deboli segnali che possano indicare possibili evoluzioni esponenziali.

“Lo sforzo del nostro team – sottolinea Mario Costantini, responsabile Ricerca innovazione e accelerazione dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo – è quello di comprendere prima possibile i trend di cambiamento e di innovazione esterni, arrivando a valutarne le prospettive in termini sia di impatto potenziale che di sviluppo che di livello di maturità e di accelerazione. Questo per comprendere come si modificano i comportamenti delle persone, ma anche come rimodulare i nostri servizi e aggiungerne di nuovi, sempre più tagliati sulla persona”.

Per il momento l’ambito di osservazione si concentra sul fintech e sull’insurtech, ma la prospettiva è sempre più in un’ottica multisettoriale. “Gli obiettivi della piattaforma sono essenzialmente tre – spiega Colombo -: le analisi elaborate puntano a rappresentare uno strumento essenziale a supporto delle decisioni di investimento da parte dei nostri fondi di venture capital, una bussola per la progettualità di innovazione da sviluppare internamente e una lente per comprendere nuove skill del prossimo futuro e anticipare le richieste del mercato”. Il passaggio cruciale dell’elaborazione dei dati elaborati dalla piattaforma è quello della data visualization: “E’ necessario lo sviluppo di un’interfaccia adatta per rendere fruibile e intelleggibile  l’enorme mole di dati dinamici elaborati dagli algoritmi mediante una navigazione immersiva che ponga gli analisti nelle condizioni di interpretare i dati che evidenziano i trend emergenti”, prosegue Colombo.  Quella della data-viz è una delle competenze fondamentali dell’Osservatorio che si interseca con le altre skill della scienza dei dati fino alla matematica algoritmica e alla teoria delle reti.

I pattern dei modelli di successo del passato nascono così dall’analisi attraverso machine learning dei paper scientifici, degli investimenti, delle startup, della velocità e dell’accelerazione dell’evoluzione, delle relazioni e delle integrazioni. L’approccio alla scoperta di nuovi trend e nuove soluzioni emergenti si basa su questi pattern ed è data driven, facendo leva su algoritmi di intelligenza artificiale predittivi proprietari. Su questa base vengono realizzate soluzioni prototipali per comprendere l’effettiva maturità della soluzioni e valutarne l’effettivo interesse in relazione alle strategie della banca. Se si verifica tale interesse si avvia un processo articolato di service design per mettere a punto un prodotto che sia user friendly per il cliente in tutti i suoi aspetti.