“La Blockchain oltre il pianeta Terra” è forse il titolo più accattivante e visionario dei panel dell’ultima edizione di Davos. Al centro c’erano le opportunità offerte da questo sistema di registri pubblici, ma crittografati, per l’ecommerce interplanetario e lo sfruttamento minerario degli asteroidi, oltre ai problemi che insorgono per la crittografia quando ci sono distorsioni spazio temporali come quelle possibili su distanze galattiche. Certe idee possono sembrare buone per la prossima edizione della Guida intergalattica per autostoppisti, ma le applicazioni della tecnologia blockchain alle missioni spaziali è una cosa seria.

Pochi giorni fa la Nasa ha assegnato un grant da 330mila dollari a Jen Wei, ricercatore presso la Akron University per studiare le applicazioni della blockchain nello sviluppo di un Resilient Networking and Computing Paradigm (Rncp), un network di comunicazioni sicure per l’esplorazione spaziale. Lo scopo è accelerare le comunicazioni spaziali tra la Terra e i veicoli in orbita o su altri pianeti. L’infrastruttura di base per il sistema immaginato da Wei sarà quella di Ethereum che, combinata con sistemi di deep learning, dovrebbe permettere di sviluppare network di macchine quasi autonome nell’elaborare l’enorme mole di dati prodotti dalla ricerca spaziale. Il problema è infatti che le grandi distanze interplanetarie che devono essere coperte dalle comunicazioni spaziali provocano ritardi molto pericolosi per l’efficienza di rover e satelliti.

Anche l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, ha cominciato a studiare possibili applicazioni delle blockchain nel quadro del suo programma Spazio 4.0 (ovvero l’industria 4.0 applicata all’industria spaziale). Il team europeo, diretto da Gianluigi Baldesi, ha già mappato le aree di interesse e ipotizzato che il settore raggiungerà la piena maturità nel 2025. Per gli europei, oltre allo sviluppo di sistemi di comunicazioni più resilienti, l’interesse è anche lo sviluppo di sistemi di autenticazione e smart contracts per accelerare il procurement e quindi tagliare costi e tempi delle missioni spaziali.