REIsearch lancia la sua seconda campagna pubblica per coinvolgere cittadini e media di otto diversi paesi europei. Dopo il successo della prima edizione che ha coinvolto 60mila europei sulle politche per la lotta alle malattie croniche, quest’anno il lavoro di REIsearch si concentra su un tema sempre più centrale: il futuro di Internet e che cosa ci aspettiamo dal suo sviluppo nei prossimi dieci anni.
Il network di REIsearch è stato concepito come un ponte tra cittadini, ricercatori e decisori pubblici sui temi legati alla ricerca scientifica e alle sfide sociali che l’Europa dovrà affrontare. «L’innovazione è la chiave perché l’Europa rimanga il “Vecchio Continente” solo in termini storici, ma diventi un territorio giovane e dinamico nel senso della nostra abilità a risolvere anche i problemi più complessi – ha spiegato l’ex presidente del Parlamento europeo Jerry Buzek -. Non si tratta solo di essere competitivi da un punto di vista economico, di nuove tecnologie o di un mercato integrato. La sfida è sviluppare un ecosistema dell’innovazione nel quale cittadini, ricercatori e policymakers possano confrontarsi in maniera aperta».
REIsearch è un’iniziativa europea non-profit cofinanziata dalla Ue per dimostrare come uno strumento tecnologico come la rete digitale, insieme a un network internazionale di grandi media, istituti di ricerca, ricercatori e organizzazioni della società civile, possa aiutare i decisori politici a mettere a sistema le conoscenze e l’esperienza per prendere decisioni migliori e basate su evidenze ben documentate che vadano a beneficio della società nel suo complesso. L’iniziatica REIsearch è promossa da Atomium, l’Istituto europeo per la scienza, i media e la democrazia, lanciato sette anni fa all’Europarlamento dall’ex presidente francese Valéry Giscard d’Estaing e da Michelangelo Baracchi Bonvicini, oggi rispettivamente presidente onorario e presidente di Atomium.
L’innovazione e le nuove scoperte scientifiche migliorano la vita delle persone e rendono le nostre economie più competitive. La scienza dovrebbe essere più aperta, liberata dalla sua tradizionale torre d’avorio, perché sia discussa, sottomessa a critica e alimentata con nuove prospettive. Lo sforzo di iniziative come quella di REIsearch è proprio quello di stimolare gli europei a partecipare al dibattito su scienza e ricerca ispirando nuove idee su come risolvere alcuni dei problemi più urgenti della nostra società.
REIsearch ambisce a mettere a sistema l’esperienza dei cittadini e le competenze ricercatori per aiutare i responsabili politici della Ue a prendere decisioni che influenzeranno profondamente la società nel suo complesso.
Il tema scelto per questa volta è la prossima generazione di Internet, un insieme di tecnologie di cruciale importanza nella politica dell’agenda europea dato sia l’impatto sui cittadini che le opportunità per stimolare il benessere e la crescita economica. L’impatto di internet sul nostro mondo è già enorme e accelererà ancor più nei prossimi anni con l’espansione delle applicazioni di intelligenza artificiale, il sempre più rapido avvicinamento tra mondo fisico e digitale e l’uso pervasivo dei dati. L’obiettivo comune è quello di coinvolgere tutti i cittadini nella discussione su come i settori legati alla rete digitale dovrebbero svilupparsi nei prossimi anni. Partendo dal presupposto che il mondo della rete dovrebbe rispettare gli stessi valori e garantire gli stessi diritti di quello fisico. D’altra parte l’Europa ha il potenziale per essere un attore chiave nel mondo digitale, anche se molte decisioni importanti vengono prese altrove.
È molto difficile predire come sarà il mondo della rete tra un decennio. Ma è chiaro che, dal commercio all’intrattenimento, dalla co-produzione a Big data, dal lavoro a distanza all’e-government, ai pagamenti digitali e all’e-health, le opportunità per migliorare la vita dei cittadini europei si moltiplicano. Sono però molte le sfide aperte su questo fronte, ad esempio in termini di concentrazione del potere (e dati) nelle mani di alcuni player, di accesso a un’adeguata infrastruttura, di distorsione e distribuzione delle informazioni, di interoperabilità, privacy e sicurezza.
Il secondo obiettivo è aprire un dibattito documentato e autorevole sull’evoluzione e l’impatto delle tecnologie digitali, che coinvolga non solo i ricercatori, ma anche i media, i responsabili politici e i cittadini di tutta Europa. Questo garantirà alla Commissione un sostegno prezioso per elaborare la sua strategia sull’internet di prossima generazione (Ngi) e guidare uno sviluppo inclusivo della rete nei prossimi anni non solo con nuovi regolamenti, ma anche con azioni politiche e finanziamenti.
È con questi scopi che REIsearch ha creato un network composto da otto dei maggiori media europei – Der Standard, El País, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Libre Belgique, Gazeta Wyborcza, Luxemburger Wort, Público e Il Sole 24 Ore – per sostenere una campagna di coinvolgimento dei cittadini attraverso la loro edizioni online ma anche con la piattaforma web di REIsearch. Sul fronte scientifico, Elsevier e la DG Connect contribuiranno a coinvolgere i ricercatori. Inoltre, alcune delle più importanti organizzazioni internazionali ed europee che operano nel settore digitale (Tallinn University of Technology, Università di Oxford, Vrije Universiteit Brussel, Università di Twente, Università di Milano, Università di Barcellona, Università di Varsavia, il Berkman Center for Internet & Society della Harvard Law School, Arduino, WeMake, Openwear, SURFnet, Ietf, Iab e Digital Catapult), hanno collaborato a redigere le domande di una consultazione che, per le prossime quattro settimane è aperta a tutti, esperti e non. Le risposte raccolte saranno un contributo prezioso per il lavoro dei policy makers europei che, nei prossimi mesi, dovranno elaborare strategie che per garantire che l’internet del futuro rispecchi i valori europei di giustizia, rispetto della dignità e dei diritti umani, libertà, democrazia, eguaglianza e legalità.

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