Basta cliccare sul mouse o ruotare la testa col visore per vedere il David di Donatello che gira nello spazio. Se non fosse che i diritti di quell’opera sono riservati, sarebbe pure possibile stamparne una copia in 3D. Assieme ad altre 400 opere, il David – che fisicamente si trova a Firenze, al Museo del Bargello – fa parte del  3D Virtual Museum,  è il primo museo virtuale del patrimonio culturale italiano, nato dal contributo di quasi cento istituzioni. “Dal Mesozoico al Rinascimento, i reperti archeologi, le statue e alcuni siti possono essere fruiti gratuitamente online”, spiega Giulio Bigliardi , archeologo, spiecializzato in tecnologie di fabbricazione digitale, fondatore di 3D Archeolab.

Un museo personalizzato

Per ogni opera è disponibile una scheda descrittiva e il rispettivo
modello 3D visualizzabile da pc, tablet, smartphone e visori di realtà
virtuale. Inoltre, 82 modelli sono scaricabili in formato ottimizzato per
la stampa 3D e con licenza Creative Commons. La collezione  – che sarà mostrata con demo e visori a Fa’ la cosa giusta dal 23 marzo a Milano – è iniziata nel 2014 grazie alle collaborazioni con diversi musei italiani, tra cui alcuni particolamente attenti alla digitalizzaizone del proprio patrimonio come il Museo Etrusco di Popolunia – collezione Gasparri, il Museo archelogico di Albano Laziale, il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e tanti altri. Ma fare il rilievo delle opere in 3D richiede competenze e investimenti. “Il balzo in avanti in termini di numero di opere è stato possibile – aggiunge Bigliardi –  quando abbiamo deciso di coinvolgere la community di professionisti del settore che partecipa al progetto”. Community che riceve non solo riconoscimento ma opportunità di ricerca. Perché avere online le opere significa poter connettere le conoscenze di un patrimonio disseminato in tanti musei. “Il disegno a mano è sempre un’interpretazione – spiega Bigliardi – mentre il rilievo 3d è la copia esatta dell’originale. Questo aggiunge valore alla ricerca. Inoltre la possibilità di ruotare l’opera offre punti di vista inediti”. E la ricerca trae vantaggio dal confronto virtuale di opere lontane tra loro e dalla possibilità di ricostruire itinerari personalizzati. “Selezionando i Preferiti si possono creare degli itinerari tematici per epoche o civiltà. Una sorta di Spotify museale” aggiunge Bigliardi.

leone

Nella foto, il Leone stiloforo Sud del Duomo di Parma che può essere stampato in 3D da qui

Strumenti didattici

Un’occasione che viene colta anche dalle scuole che trovano online gratuitamente materiali didattici e percorsi culturali da proporre in aula. In particolare il progetto Crescere in 3D mette a disposizione kit organizzati per periodi storici con Schede didattiche (informazioni di carattere storico, geografico e topografico), esercizi e reperti archeologici stampati in 3D e oggetti tagliati al laser per svolgere attività pratiche. “Questi materiali consentono quindi alle scuole, dalle elementari in poi, di fare didattica con lezioni più interattive.  Inoltre le scuole superiori sono interessate all’acquisizione di competenze tecniche. Per questo abbiamo attivato un progetto di alternanza scuola-lavoro per la scansione di modelli 3D assieme al FabLab di Mantova e al Museo Civico di Viadana rivolto alle scuole  superiori locali”, aggiunge Bigliardi.

Urna

Nella foto, urna etrusca policroma al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria di Perugia. La versione per la stampa 3D si può scaricare da qui.

Accessibilità

Con la visione di rendere il patrimonio accessibile a un pubblico più vasto possibile, assieme all’Associazione culturale 3D Lab,  Bigliardi ha sviluppato percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti. Così ha sviluupato collaborazioni significiative con il Museo archeologico di Ferrara, il Museo archeologico di Albano Laziale, il Museo archeologico di Marzabotto, la Cattedrale di Modena. In occasione di Fa’ la Cosa Giusta (23-25 marzo), saranno esposti oltre trenta supporti tattili, tra cui riproduzioni in stampa 3D di reperti archeologici etruschi, di età romana e medievale, planimetrie a rilievo di siti archeologici, come la città etrusca di Marzabotto, e di edifici storici, come il Battistero di Parma o la Basilica San Petronio di Bologna. Un percorso tattile sviluppato assieme a La Girobussola Onlus. “I musei adottano percorsi tattili pensando a ipovedenti e non vedenti – spiega Bigliardi – Poi ci si accorge che in realtà questi percorsi sono apprezzati da tutti, offrono un’esperienza del museo completamente diversa rispetto a quella del non toccare”. Infine 3DArcheolab è impegnata nella ricerca dei materiali, cercando soluzioni che siano in grado di riprodurre in modo fedele l’esperienza tattile – che sia marmo, pietra o legno – il più fedele possibile rispetto all’originale.  Intanto Bigliardi coltiva il sogno di estendere il museo virtuale, oltre i confini nazionali: “Ci sono molte opere d’arte italiane disperse all’estero. Sarebbe bello riportarle in Italia, almeno virtualmente”.