Uno stato dell’arte sull’innovazione in Italia e l’energia di nuove proposte per il rilancio: questo ci porta ogni anno a maggio il Technology Forum. Fin dal 2011, anno del debutto, The European House – Ambrosetti organizza una galoppata di due giornate attraverso gli ecosistemi per l’innovazione: per capire come funzionano quelli di successo, per trarre ispirazione ed esempio dai migliori casi internazionali e per promuovere l’innovazione come leva strategica di sviluppo e crescita economica.

Il Technology Forum segna il punto culminante di un percorso lungo un anno: nell’arco di dodici mesi si svolgono infatti gli incontri di approfondimento della Community InnoTech di Ambrosetti Club, dai quali nasce poi il disegno più ampio del Forum e soprattutto il suo contributo più importante: il position paper finale “L’ecosistema per l’innovazione: quali strade per la crescita delle imprese e del Paese”. Venerdì 20 e sabato 21 maggio abbiamo presentato e discusso il Rapporto con i partecipanti al Forum, che rappresentano il vertice e la guida dell’ecosistema per l’innovazione in Italia, e con gli ospiti internazionali che sono intervenuti come relatori, con il ruolo fondamentale di riposizionare sempre il ragionamento sull’Italia nel quadro più alto e strategico del confronto globale.

Di certo in Italia il primo trimestre di quest’anno si è chiuso meglio di come era iniziato, ma ancora sottotono rispetto alle attese di fine 2015. La crescita rimane lenta e non si diffonde in tutti i settori da Nord a Sud e siamo ancora lontani da un sentiero che in tempi ragionevoli ci riporti ai valori pre-crisi. Nello specifico, i nostri consulenti hanno calcolato che di questo passo raggiungeremo i livelli pre-crisi di PIL e investimenti – pubblici e privati – non prima del 2022, con un buco di mancata crescita di oltre 15 anni nella storia economica del Paese. Il Technology Forum continua però a credere che la scienza, la tecnologia, la ricerca e l’innovazione siano l’unica via d’uscita da questo empasse e il Rapporto finale, che qui presentiamo in sintesi, esprime l’ambizione di offrire agli stakeholder dell’innovazione una piattaforma di discussione e conoscenza di alto profilo.

A che punto siamo: le proposte del Technology Forum che sono diventate azioni di Governo
Anticipare le trasformazioni tecnologiche e le tendenze di mercato, perché la globalizzazione, la pervasiva digitalizzazione della società, la knowledge economy e la manifattura 4.0 rimescoleranno le carte creando nuovi orizzonti di opportunità e nuovi vincoli. Solo così l’Italia potrà spostare in avanti la frontiera dell’innovazione e uscire dal gruppo degli ‘innovatori moderati’ nel quale staziona da oltre 10 anni. Questo richiede una forte capacità di gestione strategica e sistemica dell’innovazione, che si esprime secondo cinque dimensioni-chiave: Governance, Policy pubbliche di indirizzo, Rete di centri di eccellenza e imprese, Sistema finanziario a supporto dell’investimento in innovazione delle imprese e Ambiente culturale diffuso pro-innovazione.

Misurare per migliorare: la classifica dell’Ambrosetti Innosystem Index
È possibile misurare le performance innovative degli ecosistemi di innovazione nel mondo? Sì, e Ambrosetti lo fa, aggiornando di anno in anno l’Ambrosetti Innosystem Index (AII). L’AII è innanzitutto uno strumento di analisi e confronto strutturato,  disegnato su quattro ordini di input: capitale umano, risorse finanziarie, ambiente innovativo e attrattività del Paese. L’output è un indice sintetico che identifica la performance complessiva di ogni ecosistema, secondo valori uniformi e comparabili nel tempo. L’Innosystem Index è anche un Tableau de Bord, una guida ragionata, che misura i risultati raggiunti da ciascun ecosistema d’innovazione secondo i fattori chiave che determinano la performance.

Una visione d’insieme dei risultati raggiunti da ognuno degli ecosistemi mappati sull’indice complessivo mostra un podio a predominanza asiatica, anche se il gradino più alto è occupato da un Paese europeo. Prima è la Svizzera (6,80), trainata in particolare da alte performance nell’export di prodotti ad alta tecnologia e dalla qualità della ricerca prodotta; seconda la Corea del Sud (6,47), terza Singapore (6,44). Seguono  Stati Uniti, Germania, Israele, Regno Unito, Svezia, Giappone (entrato quest’anno nel campione), Finlandia, Francia, Canada, Cile, Corea del Sud, Finlandia, Francia, Canada, Italia e Cile.

Un’analisi ancora più mirata ai territori: l’Ambrosetti Regional Innosystem Index
Il Rapporto dal Technology Forum contiene anche l’aggiornamento dell’Ambrosetti Regional Innosystem Index, che mappa le performance innovative delle 89 macro regioni europee. Nelle prime venti Regioni innovative anche quest’anno compare solo una Regione italiana, la Lombardia (al 18° posto) con un punteggio ARII di 44,3, superiore alla media del campione considerato pari a 34,8. La seconda e la terza Regione italiana in classifica sono l’Emilia Romagna e il Lazio, mentre ben 13 regioni italiane si attestano nelle ultime 20 posizioni.

Se esaminiamo invece il podio, la Regione tedesca del Baden-Wuttemberg presenta tra i suoi punti di forza: la più elevata spesa in R&S, superiore a 20 miliardi di Euro e in aumento rispetto alla rilevazione precedente, il maggior numero di addetti alla R&S, un numero elevato di ricercatori in percentuale degli occupati (2%)  e una elevata occupazione nella manifattura high e medium-tech (16,20% del totale).

La Regione di Bayern, seconda in classifica, è invece la Regione europea con il maggior nu- mero di brevetti depositati presso l’European Patent Office, più di 3.200 nel 2012 e con un numero elevato di occupati nei settori ad alta tecnologia (più di 320.000 unità).
La terza classificata, la Regione francese dell’Île de France, si caratterizza per il maggior nu- mero di laureati sia in valore assoluto (più di 4 milioni di individui) sia in percentuale della popolazione attiva (60%) e il maggior numero di occupati nei settori ad alta tecnologia (qua- si 350.000 unità). Da evidenziare sono anche le performance delle regioni britanniche di Londra, che presenta la più alta percentuale di popolazione attiva in possesso di una laurea (62,60%) e del South East con la più alta percentuale di individui che utilizzano Internet (95%).

Dentro la business community, trend e strategie: come investono in innovazione le aziende italiane e cosa si aspettano
In molti casi l’atteggiamento nei confronti dell’investimento in innovazione è contraddittorio: se da una parte le aziende si rendono conto che si tratta di un investimento necessario, dall’altra si interrogano sulla sua effettiva capacità di incidere sulla performance economica, in particolare nel breve termine. Per questo il Rapporto finale del Technology Forum cerca di fornire una base informativa il più possibile strutturata e aggiornata, con un’ampia sezione dedicata alle tendenze in atto e all’analisi delle strategie dei migliori performer. In particolare, contiene i risultati di una survey condotta su 350 Vertici aziendali dei più importanti gruppi e organizzazioni attivi nel nostro Paese, e un approfondimento sulle scelte delle imprese italiane.

Sebbene la survey registri una riduzione nel numero di imprese che intendono investire una percentuale significativa del loro fatturato in R&S, tale dato viene bilanciato dall’intenzione di aumentare il budget complessivo per l’innovazione e la ricerca e sviluppo nel prossimo triennio. Uno sguardo alle prospettive occupazionali per il personale de- dicato alla R&S conferma inoltre la volontà di procedere a nuove assunzioni nel 2016. Una tendenza che si esprime bene anche nel capitolo finale del rapporto, dov’è esaminato il legame che esiste tra investimento in innovazione e R&S e performance economica delle imprese, in Italia e una Europa. L’analisi si completa con la descrizione delle leve d’azione che le imprese hanno a disposizione – e che devono governare – per migliorare la loro capacità innovativa.

Il messaggio chiave del Technology Forum, in tre punti
Una lettura completa del Rapporto permetterà di riconoscere che in questi cinque anni ne abbiamo fatti, di passi avanti: il sistema Italia ha maturato una crescente consapevolezza dei benefici dell’innovazione e dell’importanza di promuovere un ecosistema in grado di favorirla. Sono state introdotte numerose misure per favorire la ricerca e l’innovazione e per supportare le imprese innovative e sempre più imprese si sono aperte a collaborazioni con Università, enti di ricerca, piccole e medie imprese e startup innovative. Occorre proseguire con forza su questa strada e focalizzare l’attenzione sugli ambiti prioritari che risultano ancora da ottimizzare, e che esprimono in tre punti il messaggio chiave del Technology Forum: aumentare gli investimenti in Ricerca e Innovazione, sia pubblici sia privati; accelerare sul fronte delle misure a favore dell’innovazione; lavorare per ridurre le difformità territoriali.

Scarica  la versione integrale del Rapporto Technology Forum 2016 “L’ecosistema per l’innovazione: quali strade per la crescita delle imprese e del Paese” all’indirizzo www.technologyforum.eu