E’ stato il primo Villaggio Artigiani d’Italia. Dal 1953, nella zona ovest di Modena le casette basse a due piani – a terra la bottega, sopra l’abitazione – sono stato non solo un luogo produttivo ma di scambio di conoscenze, competenze, idee. Ora l’associazione Amigdale vuole ripartire da questo concetto di comunità aperta. Il luogo fisico è l’ex officina #OvestLab del Consorzio Attività Produttive, partecipata del Comune emiliano.

Il progetto nasce dall’esperienza del Festival Periferico che proprio oggi chiude nell’Officina la sua seconda edizione. E dalla storia di un collettivo di artisti che, dopo anni di nomadismo, ha deciso di cimentarsi con l’esperienza di una residenzialità. “Per anni l’assenza di un luogo fisso è stata alla base  dell’identità di Periferico, che sin dal 2008 ha avuto carattere nomade – spiega Federica Rocchi curatrice del Festival e componente di Amigdala che gestirà lo spazio – Poi l’anno scorso il festival ha fatto tappa nel Villaggio.  Quest’anno abbiamo fatto il bis e colto l’occasione che ci ha offerto il consorzio”.

Il collettivo Amigdala riunisce artisti, ilustratori, attori e musicisti che in questi anni si sono confrontati coi diversi quartieri della città, smuovendo le energie potenziali. Un progetto dunque che non è calato dall’alto ma nasce proprio dalle radici della città e confermato dalla collaborazione con l’archivio Cesare Leonardi, architetto modenese di fama internazionale.

L’hub si propone come  spazio aperto per intrecciare cultura, arte, formazione, lavoro, inclusione, creatività, economie. “Stiamo lavorando in modo orizzontale con molti soggetti, cittadini, associazioni, enti, aziende, imprese sociali – aggiunge Rocchi – affinché l’Officina diventi luogo di piccole e grandi progetti di uso e riuso. E poi vorremo “accendere” altri luoghi dismessi. Nel quartiere ce ne sono ancora tanti. Vorremmo promuovere la cultura del riuso temporaneo e vorremmo che il quartiere torni a essere un luogo di scambio di competenze e di idee”.