Gli animatori digitali sono le figure individuate dal Piano nazionale scuola digitale per fare da snodo dell’innovazione, sia dal punto di vista tecnologico che didattico, nell’ambito del digitale. A loro – un docente per scuola, affiancato successivamente da altre tre persone con cui poter collaborare nell’ambito del team dell’innovazione – non solo era demandata l’applicazione nel concreto dei punti del Piano e la partecipazione ai bandi ministeriali per aggiudicarsi le risorse, ma anche l’impegno per proporre percorsi di formazione e applicazioni innovative per l’utilizzo della tecnologia nella didattica. Insomma, dovevano funzionare da “volano” dal basso dell’innovazione digitale sul territorio. “L’entusiasmo con cui si sono buttati in questa avventura è stato uno dei fattori principali nell’avanzamento della digitalizzazione nella scuola italiana – commenta Daonatella Solda Kutzmann della segreteria tecnica del ministro dell’Istruzione -. Gli è stato affidato un compito gravoso: per loro il riconoscimento non è solo meramente economico, ma si concretizza soprattutto nel miglioramento del loro lavoro”.

A due anni di distanza dal lancio del Piano, ora il percorso degli animatori digitali passa a una fase successiva che porti a una vera e propria community nazionale che possa essere in grado di confrontarsi e condividere idee, discussioni, progetti e best practices, sia attraverso l’aggregazione di gruppi territoriali che con il lavoro attorno a obiettivi tematici. A questo scopo è in fase di rodaggio la piattaforma apposita per la community degli animatori digitali che sarà operativa da metà settembre, un progetto che punta proprio a sviluppare un’identità di comunità per i protagonisti dell’innovazione digitale dentro la scuola con l’obiettivo di condividere i problemi e di individuare soluzioni concrete adeguate. In totale tra animatori digitali, team dell’innovazione e responsabili scolastici, si tratta di una community di oltre 40mila persone, aperta anche alla comunicazione con l’esterno. Per esempio con l’Università per confrontarsi con i ricercatori sui temi dell’innovazione digitale a scuola.

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All’ingresso ogni docente dovrà indicare le proprie competenze disciplinari, tecmologiche, didattiche e innovative – dalla cultura digitale all’elearning, dal coding alla fabbrica digitale, permettendo così di mappare le competenze disponibili, di renderle note a tutta la community e chi interagisce con essa, sia il Miur, sia soggetto terzi che abbiano un accordo con il ministero, per poter aggregare idee per eventi, progetti e gruppi di lavoro: una vera e propria “call to action”, nelle intenzioni del ministero. “Dopo la prima fase dedicata alla formazione, alla sperimentazione e alle risorse, quello di cui abbiamo bisogno è fare community per confrontarci e condividere le esperienze”, commenta un animatore digitale.

Per lo sviluppo della piattaforma è stata scelta una soluzione italiana, quella di Wetipp, startup milanese di engagement per community adesso sbarcata San Francisco, dopo una prima esperienza con Talent Garden a Milano, che ha già messo a punto la piattaforma europea che mette insieme le esperienze e i curricula di oltre 250mila studenti che hanno vissuto l’Erasmus e quella che tiene insieme le dodici filiali della stessa Talent Garden. Adesso spetta agli animatori digitali sfruttare la piattaforma per dare un’identità alla community.