Una mappa con le isocrone può migliorare la vita dei cittadini che utilizzano i mezzi pubblici. A pensarlo è Indaco Biazzo, che ha elaborato i dati delle isocrone: questo giovane ricercatore ha così misurato la linea che unisce i due punti in uno specifico arco temporale e di fatto ha calcolato il tempo che ci si impiega per spostarsi da un punto all’altro della città. In questo modo è riuscito a valutare la qualità del trasporto pubblico urbano.

Ecco una delle ventotto idee che si sono candidate alla terza edizione del Piemonte Visual Contest, il concorso che mette in gara le elaborazioni degli open data: un contest su digitale, dati, mappe e creatività organizzato da Consiglio Regione Piemonte, Consorzio Top-Ix e Csi Piemonte. Ed ecco allora i dati pubblici e aperti che aiutano a comprendere la politica, la società, il territorio. Dati che orientano i cittadini e che diventano di fatto una bussola per comprendere come è cambiato un luogo geografico. Si tratta in questo caso di numeri – storici e attuali – e della loro relativa elaborazione. E tutto ciò significa migliorare la vita quotidiana del cittadino digitalizzato.

Identikit del data-journalist

Privati, associazioni e qualche Pubblica Amministrazione. Ecco chi ha preso parte al Piemonte Visual Contest. Le idee sono arrivate da diverse zone d’Italia e sono state realizzate non solo da giovanissimi: «Certo, l’età media è molto bassa, ma sono coperte tutte le fasce anagrafiche», afferma Fabio Malagnino, Digital officer del Consiglio Regionale piemontese e responsabile del progetto. Un contest che fa scuola e che lega le professionalità tra loro. «Ha preso parte anche Viz&Chips, un collettivo di data journalist e creativi che si erano conosciuti alla prima edizione. Insomma il concorso riesce a raccontare i dati e mettere in relazione le idee e le competenze dei professionisti», precisa Malagnino.

Designer, creativi, comunicatori, grafici, analisti: in una parola data journalist, una figura ibrida perché ha competenze diversificate che affondano nel campo matematico, nell’elaborazione dei dati, ma anche nella scrittura. Con un occhio attento all’usabilità. «Per questi progetti risulta fondamentale la capacità di essere letti al meglio e quindi interpretati e sistematizzati: i visual restituiscono al cittadino dati utili per il suo quotidiano». Quindi non è affatto un esercizio di stile e le tecniche adottate sono tra le più diversificate, grazie a software e piattaforme open source per “leggere” questi dati e tradurli a un pubblico, il più possibile allargato: si va dall’Openstreetmap al Leaflet, dall’Umap a WordPress.

Progetti per leggere il territorio

La raccolta differenziata tra i comuni, una mappa di una pista ciclabile con le segnalazioni in tempo reale, uno studio sugli appalti della Pubblica Amministrazione: ecco una fotografia con alcuni dei progetti di questa terza edizione. C’è poi tutta la storia della città di Torino con le foto dall’alto: un migliaio di scatti storici e ottant’anni di trasformazioni dell’area urbana, un patrimonio messo a disposizione dei partecipanti. Oggi questi scatti sono in mostra all’Urban Center in  modo permanente. «Così si incrementa il patrimonio pubblico, anche storico», conclude Malagnino.

Tre le categorie del contest: infografica, mappe digitali, storytelling. A valutare i lavori una giuria di esperti e di rappresentanti delle realtà organizzatrici. «Da un punto di vista scientifico emerge soprattutto la complessità dei lavori sulle mappe digitali. Più di impatto visivo risultano le infografiche. La terza categoria fa emergere invece una narrazione più spiccata».

La forza però degli open data e della loro elaborazione sta nell’aggiornamento costante, perché i dati continuano a vivere e grazie al digitale si aggiornano. Non si tratta così di fotografie statiche. E poi l’altro elemento strategico è dato dall’avere sempre più elementi a disposizione. Ecco perché il rilascio dei dati diventa una condizione essenziale per capire il territorio, orientare la comunità e far crescere la cultura digitale. La premiazione avverrà mercoledì 13 aprile alle ore 15 a Torino, presso l’acceleratore Imprese Sociali.