Un vecchio adagio dice che “I soldi si fanno con i soldi degli altri”, subito associato al modello di business del settore finanziario. Non è mai stato tanto vero per le startup, che oggi vogliono puntare a sostituire le banche tradizionali e per questa ragione cercano ingenti finanziamenti. Nel primo quadrimestre del 2016 è stato battuto il record: ben 8,5 miliardi di dollari sono stati investiti nel fintech, ossia nella tecnofinanza. Di certo una parte di questi finanziamenti, circa 220 milioni di dollari, è destinata a essere investita in compagnie che utilizzano l’innovazione del momento: la blockchain.

Tra i più importanti accordi c’è Blockstream, una startup californiana che ha raccolto 55 milioni di dollari per accelerare l’innovazione nei servizi di scambi e di brokeraggio con Liquid, un servizio che mira a migliorare l’efficienza del capitale e assicurare rapidi scambi tra i broker. Si pensa anche a chi non ha un conto corrente bancario, situazione molto comune nei paesi in via di sviluppo, come Bitwala che, grazie alla blockchain, consente alle persone prelievi ai bancomat o di pagare qualsiasi sito di ecommerce che aderisce al circuito Visa. Bitt, un’azienda che offre software basato sulla blockchain, ha appena chiuso un round di finanziamento da 16 milioni di dollari. Lo scopo è sviluppare una suite di portafogli digitali, piattaforme di scambio per le rimesse estere e strumenti di pagamenti per le imprese. L’azienda ha anche lanciato un moneta digitalizzata per le isole Barbados.

Il peso massimo è comunque Dhh, Digital Asset Holdings, un’azienda con sede a New York che sta sviluppando un registro distribuito specificamente costruito per l’industria finanziaria. Tra i suoi investitori spiccano nomi del calibro di Abn Amro, Accenture, Asx Limited, Bnp Paribas, Citi, Cme Ventures, Deutsche Börse, Santander e, non a caso, JP Morgan. Il CEO è la donna più conosciuta dell’intero mondo finanziario, Blythe Masters, colei che ha avuto i più importanti ruoli proprio all’interno di JP Morgan. La Dhh vuole servire l’intero ecosistema finanziario attraverso la creazione di applicazioni che utilizzano la blockchain solo per reti private tra operatori finanziari, garantendo un’infrastruttura crittograficamente sicura e condivisa. Per raggiungere tali obiettivi ha comprato anche Blockstack.io, una startup specializzata in applicazioni blockchain, in modalità “as a service”. La Borsa australiana è tra i primi clienti di Dhh.

Ma non c’è solo la finanza pura. A interessarsi a blockchain ci sono anche i servizi di indagine e il finanziamento collettivo (crowdfunding). Elliptic ha sviluppato invece servizi per il rilevamento delle frodi, con l’obiettivo di individuare attività illecite nelle transazioni blockchain, e fornisce alle forze dell’ordine prove sui reati che coinvolgono il traffico internazionale e il riciclaggio di denaro. Bnp Paribas ha annunciato una partnership strategica con una piattaforma di crowdfunding leader in Francia, chiamata SmartAngels. La nuova iniziativa permetterà alle aziende private di emettere titoli utilizzando la tecnologia blockchain, con un progetto pilota che dovrebbe essere lanciato nella seconda metà del 2016. Anche il tradizionalissimo Giappone si affida a una startup americana, Chain, per l’innovazione di un grande conglomerato come Mitsubishi in termini di sperimentazione blockchain.

Si tratta nel complesso di progetti che non rimangono solo a livello di intenzioni: sono stati già effettuati molti test in tutto il mondo, ora è il momento in cui si valutano i risultati. Le grandi banche di recente hanno investito milioni di dollari per trovare modi di applicare la blockchain per tagliare i costi. Non possono non esserci conseguenze importanti. Gli analisti di Autonomous Research predicono che usando blockchain si potrebbero tagliare i costi per 16 miliardi di dollari all’anno. Citigroup afferma che l’automazione portata dalla blockchain potrebbe eliminare due milioni di posti di lavoro bancari nel prossimo decennio.

Anche il mondo accademico non perde tempo. Il 21 Aprile l’Università Bocconi di Milano ha organizzato un incontro con esperti della finanza, tra i quali il Ceo di Banca Sella, Pietro Sella, e Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italia. Azzeccato il titolo: “La rivoluzione Fintech: un nuovo settore”.