Il settore del riciclo ha avuto un boom negli ultimi anni e sta avendo una forte spinta grazie all’avvento della tecnologia digitale e dei social network. Questi ultimi hanno innescato un ritorno ai principi tradizionali che sono al cuore dell’industria del riciclo – in particolare l’idea che c’è una miniera d’oro da scoprire all’interno dei nostri rifiuti e che la spazzatura di un uomo è il tesoro di un altro.

E’ abbracciando completamente queste idea e condendole con un po’ di salsa high tech che è nata la prima piattaforma europea dedica all’economia circolare tra le aziende. Con il nome di iNex la piattaforma mira a permettere alle società – attraverso internet e un’applicazione – di disfarsi delle cose non volute o di facilitare il loro riuso o trasformazione. Messa in modo semplice, ciò significa che, come in natura, il rifiuto di una persona diventa la risorsa di un’altra persona. E allo stesso tempo creando benefici dal sostanziale risparmio fatto; in termini di smaltimento rifiuti e di costi per le forniture di materie prime.

Fondata nel 2014 ma veramente operativa dal 2015/2016, iNex assicura una cooperazione diretta tra i “donatori” di risorse e i loro “ricevitori”. Per un costo di sottoscrizione che va da 350 a 1000 euro la piattaforma offre a entrambe le parti le strutture di cui hanno bisogno per trovare sinergie e creare la logistica per il trasporto e la trasformazione delle merci indesiderate. In pratica questa iniziativa si configura come una piattaforma internet che consente a chi la usa di trovare – grazie a un sistema di geoposizionamento – potenziali partner industriali per l’acquisto o la vendita di risorse e di istituire queste sinergie.

Una semplice filosofia è usata per definire la potenziale cooperazione tra le aziende: quali risorse, con chi, e come? Con una struttura di forza lavoro snella fatta di dieci impiegati, l’idea dietro iNex è ben lontana dall’essere una trovata o solo un modo per riaccendere entusiasmo al vecchio concetto del riciclaggio. iNex è attualmente attiva in Francia, Belgio e Spagna e ha connesso circa 43.000 aziende. E’ la prova che la start-up ha trovato la risposta a un bisogno reale.

Una delle implementazioni più ambiziose di questo tipo di iniziative è un progetto attualmente in sviluppo nella pianura del Var, nel sudest della Francia. Circa 30 attività e le autorità locali partecipano all’iniziativa con lo scopo di creare una economia circolare dinamica tra questi differenti attori locali. Sono stati definiti tre progetti. Il primo coinvolge l’industria delle costruzioni. Lo scopo è raggruppare insieme la raccolta, la classificazione e il trattamento dei rifiuti inerti – quelli derivanti dall’attività edilizia – del settore.L’idea è incoraggiare il riutilizzo ed eliminare lo scarico in discariche non autorizzate.

Il secondo riguarda l’efficienza termale nella zona industriale di Carros. Il suo scopo principale riguarda la lotta allo spreco di energia attraverso l’implementazione di una rete di acqua calda e traendo il vantaggio massimo della presenza di un impianto di cogenerazione a legna che è attualmente in costruzione. A lungo termine dovrebbe garantire la produzione di circa 25.000 MWth all’anno; per essere poi offerti a un prezzo più basso di quello di mercato.

L’ultimo progetto ha a che fare con materiale organico – più esattamente con la raccolta, lo scambio e il trattamento dei rifiuti organici della regione (comprendendo l’agricoltura, la selvicoltura, il settore agroalimentare e l’industria chimica). L’obiettivo è assicurare in questo modo il trattamento di quasi 6.000 tonnellate di rifiuti organici

http://www.institut-economie-circulaire.fr/iNex_a142.html