Un nuovo albero sta germogliando. La storia di questo albero inizia con Libera Terra – Cooperativa Beppe Montana in un vivaio in Italia”. Con coordinate geografiche e fotografia, inizia l’esperienza online e social dell’utente di Treedom. Che promette di renderla divertente come un gioco. “Quando abbiamo iniziato ci siamo chiesti: se c’è qualcuno disposto a pagare su Farmville per alberi virtuali, ci sarà qualcuno disposto a fare altrettanto per alberi veri?” ricorda Federico Garcea, che ha fondato la società fiorentina nel 2010, assieme a Tommaso Speroni.

Da allora, sono stati piantati 319mila alberi, compensando 126.974 tonnellate di CO2. I due giovani imprenditori sono pronti a tornare all’intuizione delle origini, ai tempi di Farmville. “A febbraio dell’anno prossimo lanceremoe la piattaforma di gamification – spiega Garcea – Gli utenti potranno fare una serie di azioni online. Per esempio, azioni che stimolano la crescita dell’albero tipo Tamagotchi. Incentiveremo le classifiche e le interazioni all’interno della community”.

La gamification – che sarà svililuppata all’interno di Treedom – fa parte di un balzo in avanti della società, reso possibile da un aumento di capitale da 2,45 milioni di euro, a cui hanno aderito, oltre al Club Deal capitanato da Ersel, Antonello Manuli Holdings Spa, Rancilio Cube, i membri dello U-Start Club, l’investitore istituzionale Banca Sella Holding tramite Sella Ventures e altri investitori privati.

La società ha fatturato l’anno scorso 1,2 milioni di euro per l’85% sul mercato business. Nel portafoglio clienti 270 aziende, da 3M a Geox, da Enel a Caffè Vergnano che decidono di contribuire alla riforestazione del pianeta con programmi di green marketing o di corporate social responsability. Con l’aumento di capitale Treedom, che per il 2017 prevede un fatturato da 3 milioni, punta anche all’internazionalizzazione con apertura in Germania  e Benelux. Gli utenti sono attualmente 70mila.

Treedom si avvale della collaborazione di 18.700 contadini tra Camerun, Senegal, Haiti, Kenya, Malawi, Burkina Faso, Argentina. In Italia hanno un progetto con Libera sui terreni confiscati alla mafia in Sicilia e un altro progetto a Scampia che  coinvolge ragazzi usciti da carcere.

I progetti prevedono la piantumazione di specie da frutto, specie forestali e a rischio di estinzione. Ogni intervento è pianificato per far fronte alle specifiche caratteristiche e necessità della zona. Le specie arboree che vengono piantate sono native o in rispetto della biodiversità del luogo. I progetti sono realizzati in prima persona dalla popolazione locale.

Attraverso i prodotti degli alberi da frutto, che restano a disposizione dei contadini e delle cooperative, le comunità beneficiano di un incremento del loro potere di mercato, grazie alle attività di microimprenditorialità avviate a seguito della commercializzazione dei frutti o dei loro derivati.

Treedom è la seconda BCorp italiana, dopo Nativa. La certificazione, giunta nel 2014 per Treedom, riconosce le società che si impegnano a incorporare nel business i valori di rispetto dell’ambiente, dei dipendenti e della comunità tutta. Treedom ha recentemente lanciato anche un piano di stock option per rendere i propri collaboratori partecipi dei risultati e della crescita aziendale.

“L’ingresso nella compagine sociale di Treedom rappresenta un investimento ideale in una impresa giovane, innovativa, profittevole e allo stesso tempo con un forte impatto sociale –  spiega Luca Rancilio di Rancilio Cube – È un passo importantissimo nella nostra strategia di impact investing e siamo molto felici di poter dare tutto il nostro supporto per il successo della società fiorentina”.