Meglio smart, che slow. Soprattutto se si parla di parcheggi: stalli fantasma, ore di coda, controlli metro per metro fuori dal finestrino. Un ostacolo che potrebbe sbloccarsi con Park Smart, la startup catanese che si è appena aggiudicata i 100mila euro del Premio Edison Start nella categoria Smart Communities. Il progetto consiste in un sistema di gestione dei parcheggi integrato fra  infrastrutture fisiche (le telecamere di sorveglianza) e mobili (un qualsiasi smartphone): il software monitora gli stalli, segnala quelli liberi e comunica la posizione all’automobilista in cerca di uno spazio.

L’innovazione rispetto ai sistemi già rodati? Nessun dispositivo da installare e funzionalità allineate alla logica smart city. «La soluzione è nata per gli utenti, frustrati dalla perdita di tempo che causa la ricerca di un parcheggio – spiega Carlo Sciuto, business develep team ibrido tra informatica, ingegneria e management – Ma se si guarda da un’altra prospettiva, diventa un’opportunità economica e di sostenibilità perché ottimizza la redditività delle società di parcheggio e riduce i consumi».

In effetti, non è la prima volta che si parla di parcheggi intelligenti e app anti-traffico. Forse perché la “sensazione” di perdere tempo alla guida non è una sensazione, ma un dato statistico: nelle metropoli più trafficate gli automobilisti sono costretti a una media di 15 minuti extra alla guida per trovare uno spazio adatto. Quanto basta – secondo un calcolo della startup – a trascorrere l’equivalente 347 giorni della propria vita al volante, con un occhio fuori dal finestrino e uno incollato al navigatore. La marcia in più di Park Smart, secondo i suoi fondatori, sta nell’integrazione dei servizi tra videocamere preesistenti e un’app attivabile su qualsiasi device. Il sistema di videoanalisi installato sulle telecamere rileva gli spazi inoccupati, li comunica al software e quindi all’utente collegato dal suo smartphone. La richiesta viene poi calibrata in  base a geolocalizzazione, dimensioni e tipologia della vettura. Una volta individuato lo stallo, l’utente ha 100 secondi a disposizione per parcheggiare. Se impiega di più, la segnalazione slitta sul device di altri utenti; se qualcuno lo precede, scatta una notifica via sms e la app rinizia la ricerca. «E per il futuro, tutto potrà essere svolto con un interfaccia vocale per semplificare ancora di più la ricerca» spiega Sciuto.

E i costi? Il software sarà gratis per l’utente, in vendita con listino differenziato per le società di gestione dei parcheggi. La cifra finale dipende dalla materia prima, il numero di telecamere già installate. «Se proprio si partisse da zero, senza neppure una telecamera, il costo sarebbe sotto i 400 euro a posto macchina – spiega Sciuto –  Ma se parliamo ad esempio di Londra, dove le telecamere sono in numero molto maggiore, l’investimento si copre anche con 150 euro». Le società di parcheggio valgono un giro di affari da 7,5 miliardi di dollari su scala globale, la metà dei quali concentrati sole nelle prime 100 città d’Europa. Secondo Sciuto, l’impiego di Park Smart può garantire a una società singolo rialzi di fatturato dal 20 al 30%:  «Consideriamo che uno stallo fattura in media  mille euro l’anno. Se aumento del 20% l’anno, guadagno 200 euro in più e recupero in due anni la cifra spesa».

Fin qui i vantaggi per automobilisti e società di parcheggio, beneficiari diretti del software. Il guadagno indiretto è tutto a favore della viabilità, secondo un sistema pensato e formulato in sinergia ai modelli smart community. Il risparmio netto? Secondo Sciuto, basta fare un calcolo: «Le statistiche dicono che nelle ore di punta delle grandi aree urbane il traffico da parcheggio incide per il 50%, e del 10-20% nel resto della giornata. Mettendo insieme i due dati, possiamo dedurre a quanto ammonterebbe il risparmio garantito dalla app».