Poter pagare i servizi della pubblica amministrazione, tasse, multe, tributi, con la stessa facilità di un acquisto su un buon sito di ecommerce. Adesso siamo a una svolta per realizzare questo sogno, già molte volte rinviato. Il Team Digital di Diego Piacentini, commissario all’Agenda digitale presso la Presidenza del Consiglio, prevede che entro fine anno molte cose cambieranno, in linea con quanto previsto dal Piano triennale della spesa Ict della Pa realizzato con l’Agenzia per l’Italia Digitale e pubblicato nei giorni scorsi.

«Stiamo lavorando su due fronti: portare a bordo di PagoPa le principali amministrazioni pubbliche con un numero consistente di pagamenti e migliorare l’esperienza utente con importanti upgrade tecnologici», dice Giuseppe Virgone, responsabile del progetto presso il Team. PagoPa è appunto il nome della piattaforma che, integrandosi con i sistemi di ciascuna amministrazione, dovrebbe consentire di pagarne in modo facile ed elettronico tutti i servizi. L’Agenda digitale del 2012 diceva che era un obiettivo da centrare entro il 2015, mentre allo stato il Piano triennale – preso atto delle difficoltà – si accontenta di imporre alle Pa di integrarsi con PagoPa entro dicembre con un piano di adesione. In pratica, significa che entro fine anno ogni amministrazione dovrà avere almeno un tributo pagabile in questo modo. Invece che – com’è stata consuetudine per anni – alle poste con bollettino cartaceo. Non solo: il piano, che la Pubblica amministrazione deve presentare, dovrebbe rassicurare sull’arrivo anche di tutti gli altri pagamenti. Virgone si dice ottimista; lo confortano anche i numeri, che anticipa a Nòva24: «Nel 2016 ci sono state 800mila transazioni su PagoPa, già adesso nel 2017 siamo a quota 1,2 milioni e, grazie all’adesione di importanti Comuni come Roma e Milano, contiamo di arrivare a 10 milioni entro fine anno».

La tecnologia e gli accordi con i diversi attori della filiera (Pa, banche in primis) sono i due pilastri, strettamente connessi, di questa strategia. «Entro fine anno, PagoPa permetterà di pagare come su un sito ecommerce, con carta di credito. In modo facile, con un clic, con lo strumento di pagamento preferito dall’utente. E con una user experience mobile first, ottimizzata per smartphone», dice. Sempre per fine anno integrerà anche strumenti alternativi alla carta di credito, come Paypal e Satispay.

Come altra novità tecnologica, «stiamo sperimentando – per ora con Regione Veneto – un sistema di notifica: la Pa può mandare all’utente un avviso ogni volta che c’è qualcosa da pagare».

Sull’altro fronte, quello degli accordi, al momento il Team Digital sta lavorando soprattutto con sette grandi Comuni (Roma, Milano, Palermo, Venezia, Bari, Torino e Firenze), su PagoPa (e altri progetti digitali). Milano ha portato qui i tributi più importanti, anche la Tari, che genera 1,9 mioni di transazioni, e le multe, che sono 3 milioni in un anno. «Analogamente partirà a breve il Comune di Roma con multe e con tributi diretti, eccetto la Tari che è gestita da Ama, su cui stiamo lavorando». «Il Comune di Palermo già fa pagare la Tari con PagoPa, le multe e, da poco, la tassa di soggiorno».

Il Team lavora anche con le banche, «che ora sono tra i principali sostenitori di PagoPa. Già alcune non fanno pagare le commissioni in questo campo, che sono comunque mediamente basse. Stiamo facendo incontri per ridurle ancora, laddove necessario».

Tutto questo, per ora e nell’orizzonte del 2017, è usabile dal cittadino tramite i siti delle singole amministrazioni. La visione – già introdotta da Paolo Barberis, consigliere all’innovazione presso la presidenza del Consiglio – è migliorare anche questo aspetto, creando la Casa del Cittadino. Un punto di accesso unico, web, a tutti i servizi di tutte le amministrazioni pubbliche e integrato con PagoPa. Ma – e per questo nel Piano Triennale ci sono solo riferimenti sparsi e nessuna data – bisognerà aspettare ancora.