A Copenhagen le bici circolanti hanno superato le auto, qualche mese fa. Un progresso per la salute dei cittadini danesi e un incoraggiamento per la capitale che ha in cantiere un piano fino al 2025 per la mobilità sostenibile: nuove linee metropolitane, punti di interscambio e ancora sostegno all’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto. Copenhagen con i suoi 600mila abitanti, è al secondo posto dello Sharing Mobility City Index, dopo una metropoli come Parigi. Le città europee – nei prossimi anni – saranno riplasmate sulla base di un nuovo modello di mobilità. «Sarà l’integrazione di tre aspetti: la condivisione, la guida autonoma e l’azionamento elettrico» spiega Massimo Ciuffini, coordinatore tecnico dell’Osservatorio sulla Sharing Mobility, promosso dal Miur e dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile.

La condivisione di viaggi e di mezzi di trasporto sia pubblici che privati trova l’Italia in una buona posizione. Secondo il Primo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility – curato dall’omonimo Osservatorio – negli ultimi anni sono oltre 13mila le biciclette offerte in bikesharing in 200 Comuni. «A fronte però di una forte distribuzione , in poche città il modello è efficiente, in molti casi il servizio è sotto dimensionato e mancano i fondi per la gestione e la manutenzione» spiega Ciuffini.

Le auto in carsharing sono 5.764 auto per 700mila utenti nelle due formule free floating (l’auto che si preleva e lascia ovunque) e station based (si preleva e lascia in appositi spazi). E sta conquistando la fiducia dei cittadini anche il car pooling, ovvero l’uso collettivo delle autovetture private. Fino a qualche anno fa era diffuso soprattutto nelle aree extraurbane grazie a BlaBlaCar che ha 20 milioni di utenti al mondo. Ma oggi si sta affermando anche nelle grandi città con nuovi operatori.

Ma al di là del successo delle singole iniziative quello che farà la differenza in futuro è l’intermodalità, non solo per rendere efficiente il trasporto urbano ma per cucire la città con la più vasta area metropolitana. A Milano, che ha 2,5 milioni di spostamenti al giorno da e con l’area metropolitana (il 44% del totale), l’amministrazione comunale ha annunciato la creazione di 55 aree di interscambio della mobilità sostenibile: lì i cittadini troveranno i servizi di sharing, anche elettrico, con la sicurezza di parcheggi telecontrollati per bici. Inoltre si sta studiando una piattaforma di mobility as a service.

In un unico luogo digitale gli utenti – tramite app o web – potranno accedere all’intera città metropolitana con pacchetti integrati di servizi di mobilità: treno, metropolitana, taxi, autobus, bikemi, car-sharing e car pooling, scooter sharing, integrazione volo e treno, prenotazione del parcheggio. E con la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati. «A livello generale però questo resta il punto debole dell’Italia, paese forte nelle singole iniziative dal basso ma più debole quando si tratta di attività di coordinamento che presuppongono una visione pubblica dall’alto verso il basso» aggiunge Ciuffini. La frontiera futura sono i veicoli (auto, bus, e taxi) a guida autonoma. L’auto che ci può venire a prendere sottocasa darà una maggiore spinta alla sharing. Non solo. L’algoritmo calcola le richieste di spostamento in tempo reale e pianifica i percorsi dei mezzi di trasporto con efficienza, flessibilità e scalabilità.

Che la tendenza futura sia alla mobilità sharing, elettrica e connessa lo testimoniano i progetti presentati al challenge prize Nice to meet you di Italia Camp con il patrocinio del Mit. Nella sezione mobilità, spiccano tra gli altri: Fleetmatica, sistema di dimensionamento del fabbisogno di mobilità elettrica di flotte aziendali per sostituire ed efficientare l’utilizzo di mezzi tradizionali; la piattaforma Bomts che vuole offrire prodotti e servizi di mobilità elettrica “chiavi in mano” a enti, aziende, municipalità; Kiunsys che grazie a un’offerta hardware e software integrata, aiuta le municipalità a gestire l’accesso, il transito e la sosta di veicoli privati e commerciali; Wecity, una mobile app che permette di guadagnare crediti di Co2 ogni volta che ci si sposta in modo sostenibile.