I tre grandi specchi parabolici che si stagliano contro il blu del cielo ligure sembrano gigantesche antenne satellitari, ma invece di ricevere segnali televisivi catturano l’energia pulita dal sole e la concentrano nel loro punto focale, per produrre elettricità e calore. Questo sistema solare termodinamico a misura di condominio è installato nel campus universitario di Savona e fa parte di un progetto unico nel suo genere, un laboratorio vivente per la sperimentazione delle smart grid, della mobilità elettrica, dei sistemi di accumulo e dell’efficienza energetica, di cui domani s’inaugura il pezzo forte, sviluppato in collaborazione con Enel. “Il Living Lab, realizzato grazie all’accordo con l’Università degli Studi di Genova, dà vita a una struttura intelligente, innovativa e sostenibile che si colloca all’interno di un luogo a sua volta pulsante di idee quale un campus universitario. Si tratta di un connubio ideale per la sperimentazione di nuove soluzioni, fondamentali per il futuro dell’energia, come le microgrid. Grazie infatti a reti sempre più intelligenti, e alla loro stretta integrazione con tecnologie innovative come le fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo e la mobilità elettrica, si può vincere la sfida posta dalla necessità di soddisfare la crescente domanda di energia globale, nel rispetto dell’ambiente”, spiega la presidente di Enel Patrizia Grieco.

La particolarità del complesso che si va a inaugurare al centro del campus è che si tratta di un edificio completamente autosufficiente e a zero emissioni, non allacciato alla rete elettrica di Terna ma solo alla microgrid che serve il comprensorio universitario. “L’obiettivo è creare un’isola energetica autonoma e sostenibile, dove si possano sperimentare una serie di tecnologie che potranno essere applicate anche in una smart city, visto che il campus è come una piccola città, con un’estensione di 60mila metri quadri e una popolazione quotidiana di 1750 studenti, che frequentano i corsi di Ingegneria, Medicina e Scienze Sociali”, spiega il prorettore Federico Delfino, responsabile del progetto Energia 2020 dell’università di Genova. All’interno del campus sono presenti anche l’Istituto tecnico superiore per l’Efficienza energetica, il Polo di Ricerca e innovazione regionale sull’Energia sostenibile, con oltre 40 imprese, e il Centro internazionale di monitoraggio ambientale, che hanno collaborato alla costruzione dell’isola energetica.

I ricercatori dell’università, insieme all’Enel e ai tecnici di Siemens, hanno collegato tutti gli edifici del campus, compreso il dormitorio, da un lato con una microgrid che distribuisce l’elettricità (prodotta in loco da un mix di fonti tradizionali e rinnovabili) e dall’altro lato con una rete di teleriscaldamento e raffreddamento, comandate da un cervello centrale, capace di modulare le forniture in base alle fluttuazioni della domanda e dell’offerta, anche grazie a due sistemi di accumulo elettrico da oltre 160 kilowattora. L’investimento complessivo è stato di 8 milioni di euro, finanziati dall’Università di Genova, dalla Regione Liguria, dal Miur e dal ministero dell’Ambiente, che ha contribuito in specifico con 3 milioni proprio dello Smart Energy Building che si va a inaugurare domani.

“Il campus è ospitato da un’ex caserma che risale agli anni Trenta e con ciò si dimostra che anche partendo da edifici di un secolo fa si può arrivare a emissioni zero, tanto che siamo già stati inclusi nell’International Sustainable Campus Network, una rete di un’ottantina di università in tutto il mondo particolarmente virtuose dal punto di vista energetico”, precisa Delfino. Lo Smart Energy Building trae energia dai pannelli fotovoltaici e termici sul tetto e da un sistema geotermico a bassa entalpia, ma il campus è alimentato anche da tre turbine a gas cogenerative ad alta efficienza, che forniscono sia energia elettrica che termica, oltre ai tre concentratori solari di cui si parlava all’inizio, che hanno 1 kilowatt di potenza elettrica e 2 kilowatt di potenza termica ciascuno.

“Siamo quasi autosufficienti ma non del tutto, per coprire il nostro bilancio energetico ci manca ancora un 20-30% di energia elettrica e termica, però non disperiamo, perché questo progetto è destinato a crescere”, spera Delfino, che punta all’autosfficienza completa. Nel frattempo, la prospettiva è di continuare a sperimentare con gli innovativi sistemi di gestione energetica e automazione nel Living Lab, con la palestra digitale U-Gym, in grado di sfruttare il movimento di chi la usa, con i sistemi d’illuminazione ad alta efficienza, con l’integrazione elettrica e termica all’interno della smart grid e con le due colonnine di ricarica elettrica per la mobilità ostenibile. I risultati già si vedono, con un taglio radicale delle bollette dell’università, ma questo è solo un punto di partenza.