L’auto intelligente ha bisogno di strade intelligenti. Entrambe hanno bisogno di un’infrastruttura capace di raccogliere ed elaborare i “big data” della mobilità, per poi scaricarli sull’asfalto traducendoli in più sicurezza per automobilisti e migliore gestione del traffico. Come? Attraverso stazioni di rilevamento montate su droni, in grado di raccogliere ogni bit di informazione che viene dalla strada per poi restituirlo agli automobilisti o alle autorità di soccorso, sia in situazioni ordinarie che straordinarie, come per esempio in caso di incidenti o di veicoli in panne.

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Lo Studio Carlo Ratti associati ha immaginato tutto questo e definito, in collaborazione con l’Anas, le specifiche del programma “Smart Highwat”, che a regime sarà implementato su oltre 2.500 chilometri di strade e autostrade italiane. L’Anas a dicembre ha pubblicato un bando di gara da 30 milioni di euro per la realizzazione del primo tratto di autostrada connessa, che interesserà la Salerno-Reggio Calabria.

Il programma sperimenterà nuovi modi di raccogliere e condividere dati sulla mobilità. L’idea alla base del progetto è quella di installare lungo il percorso, a intervalli regolari, una serie di “pali volanti”: pali, cioè, sulla cui sommità viene “parcheggiato” un drone. Quest’ultimo, può decollare e atterrare sul palo, che funge anche da stazione di ricarica. La rete di “pali” diffonderà anche un segnale Wi-fi per permettere a veicoli e automobilisti di rimanere sempre connessi a internet.

Decollando dalle stazioni di ricarica situate in cima ai pali, i droni “aumentano” in modo dinamico l’infrastruttura, per le più svariate applicazioni: da strumenti al servizio di chi deve curare la manutenzione delle strade o effettuare il monitoraggio di gallerie e viadotti. Tra i possibili compiti da affidare ai droni ci sono anche quelli di portare medicinali o attrezzature di pronto soccorso sul luogo di incidenti o di segnalare focolai di incendi o inondazioni nei pressi dell’autostrada.

Quando sono in volo i droni, grazie a speciali sensori e connessioni Wi-fi, monitorano i tratti di strada di loro competenza (rilevando, tra le altre cose, parametri ambientali quali inquinamento atmosferico, velocità del vento, umidità e cambiamenti climatici). Grazie a protocolli di comunicazione “veicolo-autostrada intelligente” e “veicolo-veicolo”, il sistema può informare gli automobilisti in tempo reale sulle condizioni della strada da percorrere, con messaggi inviati al telefono cellulare di ciascun conducente ma soprattutto dialogando con il sistema di navigazione del veicolo, che potrà così ottimizzare al meglio il percorso, con precisione ancora maggiore di quanto avviene oggi sfruttando altri tipi di dati (in primis la concentrazione di telefoni cellulari “rilevati” dalle celle telefoniche degli operatori interessate dal percorso, da cui il navigatore “deduce” l’intensità del traffico).

“Con questo progetto – spiega Carlo Ratti, architetto e ingegnere, direttore del MIT Senseable City Lab e fondatore dello studio di progettazione Carlo Ratti Associati – miriamo a sovrapporre uno strato digitale sull’infrastruttura fisica della nostra rete stradale, per raccogliere dati di alta qualità e attendibilità. Il prossimo passo sarà quello di connettere questi dati con le informazioni già raccolte dalle singole auto, per la nascita di una internet delle strade, a sua volta presupposto per la prossima rivoluzione: l’arrivo dell’auto a guida autonoma”.

Già, perché quello delle autostrade intelligenti è solo il primo passo di un viaggio molto più lungo. I veicoli a guida autonoma saranno dei “computer con le ruote”, e diventeranno essi stessi nodi di una nuova rete della mobilità. Un mondo nuovo, che permetterà nuovi approcci anche in fase di progettazione delle infrastrutture di viabilità, non solo extraurbane, ma anche cittadine.

Appare allora inevitabile che, di fronte a questi nuovi scenari, anche i pilastri delle nostre infrastrutture stradali andranno incontro a un cambiamento. “Potremmo immaginare un futuro – continua Ratti – in cui, grazie ad una diffusa mobilità autonoma, i semafori saranno sostituiti da sistemi ad assegnazione di posti, dove l’attenzione verrà trasferita dalla circolazione stradale al veicolo. In questo modo, un veicolo arriverà a un incrocio esattamente nel momento in cui c’è uno spazio disponibile, evitando così la creazione di congestioni stradali. In questo modo, i tempi di attesa saranno ridotti in modo considerevole, così come il consumo di carburante e gli incidenti in area urbana”.

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