I meno giovani lo ricordano sicuramente. Quando si apriva la confezione della gomma da masticare, ad avvolgerla si trovava una sottilissima “cartina” con un disegno. Bastavano poche gocce d’acqua o piuttosto il semplice strofinamento della decalcomania perché questa “passasse” direttamente sulla pelle dando vita a un mostro o a una fata che rimanevano impresse nell’epidermide.  Oggi, a distanza di qualche decennio, in un’Italia che vede circa sette milioni di tatuati secondo una ricerca dell’Istituto superiore di sanità, grazie alla tecnologia si torna indietro nel tempo. Sia chiaro, non stiamo parlando di decalcomanie destinate a rimanere per qualche ora sulla pelle, ma di veri e propri “tatuaggi elettronici” a basso costo capaci di controllare il battito cardiaco, rilevare l’attività del cervello oppure controllare arti artificiali registrando gli stimoli elettrici che giungono dalla muscolatura.

L’innovazione nasce in Italia, e passa attraverso lo sviluppo di dispositivi impercettibili direttamente applicabili sulla pelle. I ricercatori dell’ Iit-Istituto italiano di tecnologia hanno inventato un elettrodo a tatuaggio, cioè un circuito stampato su carta da decalcomania e facilmente trasferibile sul corpo, o su altre superfici, bagnandolo con carta. Esattamente come si faceva da bambini con le copertine cartacee che fasciavano i chewing-gum, facendoci sognare per qualche ora di avere sulla pelle il volto di un supereroe o di un animale preistorico.

Gli scienziati che hanno realizzato questa significativa innovazione sono coordinato da Francesco Greco del Centro di microbiorobotica dell’Iit che ha sede a Pisa. A lui e ai suoi collaboratori, come Virgilio Mattoli che è l’altro responsabile del progetto, si deve la messa a punto degli elettrodi a tatuaggio. Come ci si è arrivati? A parole sembra semplicissimo:  depositando su carta da decalcomania un inchiostro a base di polimeri conduttivi, modificato per renderlo più adeguato ai segnali elettrici di superficie del nostro corpo.

Il deposito avviene tramite una stampante a getto di inchiostro. La tecnica, quindi, permette di progettare diverse forme di elettrodi e, allo stesso tempo, produrre un’elettronica trasferibile in grado sia di coprire superfici di diverse dimensioni, sia di essere piegata e conformata a superfici curve e irregolari. “Stiamo lavorando per lo sviluppo di molte applicazioni dei nostri tatuaggi temporanei conduttivi – spiega Greco. Si va dai sistemi indossabili sulla pelle per il monitoraggio di vari parametri vitali per la salute e per lo sport -elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma, in primis-, fino a sensori ambientali impercettibili e ultraleggeri che possano essere “appiccicati” su strutture edilizie, macchinari o anche su piante. Il vantaggio sarà quello di avere sistemi usa e getta, a basso costo e dal minimo ingombro, capaci di aderire e funzionare su superfici di qualsivoglia forma, senza in alcun modo ostacolare i movimenti o interferire con le normali attività”.

L’elettrodo a tatuaggio è trasferibile sulla pelle bagnando la sua superficie in carta e premendolo sulla pelle per qualche secondo. Grazie al loro basso spessore (inferiore a 500 nanometri) gli “elettrotatuaggi” posseggono una capacità di adesione alla pelle elevata, resistendo a sfregamenti e movimenti del corpo. Ma come capitava da bambini quando la mamma ci sgridava o quando semplicemente eravamo stufi dell’immagine disegnata sull’avambraccio, ci vuole pochissimo per eliminare l’elettrodo: basta un pizzico di acqua e sapone. L’obiettivo dei ricercatori dell’Iit è giungere con questi prodotti ultra-conformabili a rendere disponibile un’elettronica “usa e getta”, che costi pochi euro e possa essere utilizzata per monitorare la salute.

I dati sul funzionamento di questi strumenti ci sono già. I tatuaggi rilevatori consentono di effettuare valide misurazioni dell’attività muscolare (elettromiografia) di superficie, con prestazioni simili ai tradizionali elettrodi a gel. Con un  vantaggio: il controllo può essere prolungato nel tempo, e non solo portato avanti per alcune ore come avviene per gli elettrodi classici, che risentono dell’essiccamento del gel che ne consente l’attività.

Forse, in futuro, per il 12,8 per cento della popolazione che secondo l’Istituto Superiore di sanità ha scelto di ricorrere al tatuaggio prediligendo braccia spalle e gambe (per i maschi), piuttosto che caviglie e piedi (prediletti dalle donne), la ricerca metterà a disposizione uno strumento che non sarà probabilmente indelebile come il classico “Tattoo”, ma che potrà diventare un utile supporto per monitorare il benessere e la salute!