Ci sono specifiche categorie di persone, come i piloti di caccia militari, che sono abituate ad elaborare e utilizzare informazioni digitali sovrapposte al proprio campo visivo. Questa nuova forma di visualizzazione che mescola reale e virtuale diventerà sempre più di uso comune non appena ci sarà il boom dei device a realtà aumentata, occhiali o altri congegni che porranno davanti ai nostri occhi tutta una serie di elementi nuovi da guardare e utilizzare in qualche modo. È stato proprio provando Microsoft Hololens, che il designer Nat Martin, ha pensato che mancava ancora qualcosa: “Intendiamoci, l’esperienza è stata fantastica”, racconta “ma ho pensato subito che non si poteva interagire in alcun modo con gli oggetti digitali rappresentati nel campo visivo”. Per molti esperti quando indosseremo occhiali a realtà aumentata con la stessa naturalezza con cui oggi usiamo quelli da vista, l’interazione sarà affidata alla nostra voce. Ma rimarrà comunque sempre il problema di come acchiappare, seppure virtualmente, oggetti digitali e come spostarli nello spazio davanti a noi. “A questo scopo è nato Scroll”, spiega Martin, 23 anni inglese “la mia tesi di laurea per il Royal College of Art: un anello con cui si può manipolare il contenuto nelle tre dimensioni, senza il bisogno di alzare necessariamente le mani a mezz’aria”. Insieme al congegno che include un giroscopio e un sensore touch, Martin ha creato un software dotato di interfaccia grafica che si può implementare nelle più comuni applicazioni di realtà aumentata e contiene vari applicativi come l’agenda, le mappe, la gestione della musica e così via. L’idea è che con movimenti anche minimi oppure utilizzando le dita come un puntatore, si potrà fare nello spazio 3D ciò che oggi si fa col mouse sul piano del desktop del nostro PC. “Le nuove tecnologie porranno inediti problemi da risolvere”, dice Martin “e anche se penso che il design non possa risolverli tutti, credo altrettanto che i designer dovrebbero essere coinvolti nella discussione che riguarda che direzione dare a queste innovazioni”.