Le imprese che oggi non investono sul digitale hanno un mercato molto ridotto e denso di concorrenza, non intercettando le reali esigenze dei propri clienti. Ad esempio, oggi gli utenti utilizzano canali differenti nel corso del proprio processo di acquisto, applicando sempre più spesso quello che viene chiamato effetto «Ropo» (Research online purchase offline): si usa il web come prima risorsa per decidere cosa acquistare e confrontare prezzi, per poi comprare in un negozio fisico. Chi non riesce a intercettare questi cambiamenti rimane indietro.

In termini normativi, il paese sta facendo tanto per incentivare la digital transformation e anche laddove l’incentivo si è trasformato in obbligo, i risultati sono stati positivi. Viene subito alla mente l’adozione obbligatoria della Pec estesa anche ad aziende, professionisti e Pubblica Amministrazione, che ha permesso di entrare in contatto con il web in maniera più diretta: si tratta di aziende che hanno iniziato a comprendere in che modo il web può aiutare in termini di efficienza. In questo senso, l’intervento della normativa è stato sicuramente di supporto. Ne sono testimonianza i dati interni ad Aruba che hanno registrato una media mensile di 15 milioni di messaggi di Pec inviati e una media di 16 milioni di messaggi ricevuti durante lo scorso anno.
L’Italia è spesso fanalino di coda nelle classifiche mondiali del mondo digital, ma abbiamo anche delle esperienze che ci dimostrano il contrario: è questo il caso emerso dalla relazione Eurostat sull’uso dei servizi cloud nelle aziende dei Paesi di tutta Europa, che pone l’Italia in cima alla classifica, seconda solo alla Finlandia. Il cloud è divenuto infatti l’ultima sfida per aziende, che necessariamente devono tenere conto dell’esistenza di questa tecnologia ormai accessibile a tutti, vista l’ampia diffusione che sta avendo.

Altro tema essenziale è quello dei domini – sia quelli storici come il .it, la cui richiesta continua a salire, rappresentando quindi un vero e proprio driver di crescita dell’economia digitale italiana – sia i nuovi domini che permettono alle imprese di creare nuove tipologie di offerta, sfruttando l’onda lunga dei nuovi nomi. Ad esempio, il settore tecnologico ha iniziato a beneficiare in modo considerevole di estensioni come il .cloud, che sta riscuotendo un grandissimo successo con oltre 70mila registrazioni in tutto il mondo, con l’Italia al secondo posto dopo gli Usa per il maggior numero di richieste.

Le novità legate ai nuovi nomi a dominio hanno iniziato a stimolare anche le imprese più refrattarie alla tecnologia, facendo capire loro che ci sono ancora tutte le condizioni per creare una presenza sul web parallela al proprio attuale business.

Noi lavoriamo perché cresca la consapevolezza delle aziende italiane riguardo all’importanza di avere un sito che aiuti ad aprirsi al concetto di multicanalità. È necessario avvicinarsi a internet e oggi è semplice farlo anche attraverso Cms (Content management systems) quali Joomla e WordPress. Un buon compromesso per vincere i timori della digitalizzazione è proprio quello di iniziare a servirsi di soluzioni pronte all’uso, così da ottenere, in un’unica soluzione, la registrazione di un dominio personalizzato, l’attivazione di caselle di posta elettronica, una webmail, oltre ad uno spazio sul quale è installabile un Cms. Mentre prima queste soluzioni erano appannaggio di un tecnico, oggi i Cms sono diventati più semplici da utilizzare e, inoltre, le aziende hanno acquisito delle competenze per accedere autonomamente a questi strumenti.