Anche se a molti cittadini basterebbe che le strade italiane fossero senza buche, gli addetti ai lavori stanno puntando molto più in alto, tanto da pensare e progettare carreggiate high tech, che guardano anche all’eternità. O meglio: “riciclate e riciclabili al 100%, prodotte a basse temperature e durature”. È Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica a evidenziare con termini molto da “circular economy” la tendenza in atto sulle migliori strade. Al posto del vecchio bitume è infatti possibile utilizzare materiali che consentono di recuperare – e quindi non portare in discarica – il materiale fresato riutilizzandolo, oppure adattarlo a temperature e condizioni climatiche particolare o anche renderlo nemico dell’inquinamento. Insomma, l’asfalto si fa Smart e punta a cambiare colore: dal black al green.

Il segreto dipende dagli additivi, dalla chimica insomma. Che ormai ricorre alle nanotecnologie. Come il grafene. È questo l’elemento “segreto” di un nuovissimo brevetto di Iterchimica per un supermodificante, battezzato Eco Pave, che permetterà di realizzare pavimentazioni stradali “eterne” e forse anche senza più buche. “Abbiamo stretto un accordo con Directa Plus” racconta Giannattasio facendo riferimento alla società comasca quotata all’Aim di Londra, uno dei maggiori produttori mondiali di materiali a base di grafene. “Il grafene ha un costo elevato – ammette l’ad che rappresenta con i fratelli Alessandro e Mariella la seconda generazione dei Giannattasio in azienda -, ma la quantità di cui avremo bisogno è bassa perché si tratta di un nanomateriale che consente di avere elevate prestazioni a basse percentuali”. Facendo i calcoli è ipotizzabile che un chilometro di strada al grafene possa costare quanto una “normale” carreggiata. Anzi, “il costo a lungo andare potrebbe essere anche inferiore – specifica Federica Giannattasio -. Il vantaggio deriva dal fatto che, avendo una vita utile molto più elevata, si riduce la necessità (e quindi i costi) di manutenzione. Con un evidente beneficio economico e ambientale per tutti, dalle amministrazioni ai gestori delle strade”.

Staremo a vedere e soprattutto a percorrere strade al grafene. Nel frattempo è fondamentale che i Comuni conoscano i benefici dell’utilizzo di asfalti di nuova generazione in maniera che durabilità e sostenibilità siano voci introdotte nei bandi di appalto.

Basta guardare i dati di efficientamento di quei 9 km di strada riqualificata tra Pavia e Bereguardo commissionata da Milano Serravalle-Milano Tangenziali per capire che si possono risparmiare gasolio (evitati 4mila spostamenti di mezzi d’opera per circa 72mila litri di gasolio non consumato), conglomerati bituminoso e cementato (circa 58mila m3 in meno) e ore/uomo: per quei 9 km di raccordo autostradale sono state evitate 130 giornate di stesa. A tutto vantaggio anche della sicurezza del cantiere.