Quante donne nel mondo  si sposano prima dei 18 anni? Qual è la differenza di stipendio tra uomini e donne? Quante subiscono violenza? Conoscere la risposta a queste domande non è spesso possibile, dipende dal paese. Perché le statistiche sono parziali e incomplete: circa l’80% dei paesi produce dati disaggregati sulla base del genere  per quanto riguarda mortalità, partecipazione al lavoro, educazione e formazione. Meno di un terzo dei paesi disaggrega le statistiche per genere su lavoro informale, imprenditorialità,  violenza contro le donne, lavoro non retribuito. Ad affermarlo è Data2X che denuncia da anni i Gender Data Gaps con uno slogan significativo: «Perché la donna conti, noi la dobbiamo contare». Perché avere una mappatura statistica dei fenomeni è il primo indispensabile passo per individuare le cause dei problemi e quindi possibili soluzioni.

Con lo spirito di colmare questo divario,  l’iniziativa di United Nations Foundation Data2X ha lanciato la call «Big Data for Gender Challenge» per un progetto di ricerca sui gendered data. L’obiettivo  è utillizzare i dati per comprendere come le differenze di genere abbiano un impatto sulle tematiche legate allo sviluppo. Ha vinto il primo posto un progetto per studiare il gap di genere nella mobilità a Santiago del Cile, partendo dall’analisi dei comportamenti delle donne.  «Una delle particolarità di questo progetto è aver messo assieme il lavoro e le competenze di istituzioni, società private, enti di ricerca in un’ottica di collaborazione che ha portato non solo a mettere in comune i dati ma a elaborare una modellistica nuova» spiega Ciro Cattuto, direttore scientifico alla Fondazione Isi, che partecipa alla partnership insieme a  Unicef, GovLab, Universidad del Desarrollo e due società private, Telefonica I+D e  DigitalGlobe. Così l’Unicef ha fornito dati qualitativi sulle donne e la sua conoscenza del mondo delle bambine e delle giovani donne, Telefonica I+D ha  messo a  disposizioni i dati – anonimizzati – sull’accesso alla rete telefonica mobile, suddiviso per zone, mentre DigitalGlobe ha fornito le immagini satellitari della città, che danno informazioni utili sulla base di elementi predefiniti  come la  presenza di piscine o il livello del decoro degli spazi.
Gli enti di ricerca tra cui Fondazione Isi hanno messo in comune il loro patrimonio di conoscenze e di esperienze utile alla ricomposizione e all’analisi dei dati, dalla data science al machine learning. «Il nostro obiettivo è trovare dei segnali di ricerca utili poi ai decision-maker  per rendere la mobilità più facile e più sicura. – aggiunge Cattuto – I  risultati preliminari su Santiago indicano come ci sia chiaramente un divario di genere nella mobilità all’interno della città. Le donne, in generale, si muovono meno degli uomini. E la differenza tende a essere maggiore nei luoghi in cui certe condizioni socio-economiche sono peggiori. Quando presenteremo i risultati a novembre, spiegheremo quali sono i comportamenti  che possono essere inferiti dai dati. Non daremo invece né un’interpretazione dei dati stessi né delle policy, che spetteranno ai decision maker».

Inoltre il lavoro della partnership porterà allo stesso tempo a un indicatore di genere per la mobilità nelle città che potrà essere usato in altri contesti a livello mondiale. Il valore di questi progetti è quello di giungere infine a un modello predittivo dei fenomeni che metta nelle condizioni di attuare scelte preventive nel governo di realtà sempre più complesso come le città. Proprio citando il progetto Data 2X di Santiago, Stefaan G. Verhulst e Andrew Young  – che guidano GovLab –  hanno commentato sull’Harvard Business Review qualche mese fa:  «La pratica di usare i data collaborative tende a essere globale e cross-settoriale».  Lo stesso contributo di Fondazione Isi al  progetto e più in generale agli studi che applicano i big data al sociale sono frutto del supporto  di un altro ente filantropico – Fondazione Crt – al laboratorio Lagrange sui sistemi complessi. Fondazione Isi – Istituto per l’Interscambio Scientifico – ha già maturato numerose esperienze in questi ambiti, dal tema della sicurezza alla salute pubblica.