“Il movimento B Corp in Italia sta accelerando ed è quella che è cresciuto di più in tutta Europa e il secondo più grande in termini di community, dopo l’Olanda. Inoltre l’Italia è stato il primo paese, fuori dagli Stati Uniti, ad approvare una legge per una nuova formula giuridica, la società benefit, che ha alti standard a livello di obiettivi, trasparenza e accountability. Questa leadership ha ispirato l’introduzione di nuove leggi in almeno altri sette paesi, incluso Cile, Taiwan, Australia e Canada”. Nei prossimi giorni Bart Houlahan, co-inventore del paradigma di benefit corporation e B Corp, sarà in Italia a parlare con gli imprenditori italiani che già aderiscono al movimento o che hanno intenzione di farlo. Movimento che, nato negli Stati Uniti, vuole “rivoluzionare” le logiche dell’economia, portando i valori sociali ed ambientali all’interno del business.

A livello mondiale solo le B-Corp certicate da B-Lab sono circa 1.500 tra cui imprese come Patagonia che ha fatto dell’ambiente il suo core value, come Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding, dove per esempio il dipendente pagato meno guadagna più del 20% del minimo retributivo, come Hootsuite, aggregatore da 10 milioni di utenti che vuole che i social media abbiano un impatto positivo sulla società, come l’e-commerce platform Etsy che, tra l’altro, sostiene le micro-aziende che vendono beni fatti a mano e ha il 20% del management proveniente da fasce vulnerabili di popolazione. Tutte aziende tradizionali in termini di perseguimento dei profitti ma che hanno incorporato nella missione obiettivi ambientali e sociali. Un nuovo modello che si distingue quindi sia dal social business da un lato, sia dalla classica corporate social responsability dall’altro.

Il successo italiano di cui parla Bart Houlahan, co-fondatore anche dell’ente di certifcazione non profit B-Lab, è confermato dai numeri. Un anno fa le B-Corp italiane erano una decina tra cui cui la Fratelli Carli, D-Orbit e Little Genius. “Entro la fine dell’anno saranno una cinquantina e il nostro obiettivo è raddoppiare entro il 2017″ spiega Eric Ezechieli, partner italiano di B-Lab e fondatore di Nativa.

Di certo l’approvazione della legge ha dato una accelerazione al processo, per cui si stima che circa 150 siano le aziende che si siano rivolte a un notaio per scrivere o riscrivere il proprio statuto. “Solo quelle che hanno scritto benefit corporation nella denominazione sono una settantina” precisa Ezechieli che la prossima settimana accoglierà Bart Houlahan, per la prima volta in Italia, che in un evento pubblico incontrerà le aziende certificate (1 dicembre a Base Milano, presenti tra gli altri l’economista Stefano Zamagni e il senatore Mauro Del Barba promotore della legge italiana sulle società Benefit).

La certificazione B-Corp prevede una lunga e rigorosa procedura di assessment. La legge italiana non specifica chiaramente di affidarsi a un ente di certificazione ma indica di produrre una reportistica annuale. Non c’è il rischio che il movimento, cresciuto sull’onda della crisi del 2007 per riempire di significato il paradigma della sostenibilità, possa perdere, nella velocità di crescita, il suo senso originario? Non si rischia di alimentare una bolla di certificati che poi col tempo alimenta solo se stessa? Sono le domande che si pongono alcuni imprenditori che si avvicinano al mondo B-Corp. “Il movimento è diverso per una serie di importanti ragioni – risponde Bart Houlahan – La nostra certificazione riguarda l’interà società, più che un particolare prodotto o procedura. E’ un modo facile per differenziare una buona società da un buon marketing. La certificazione è ancorata su una comunità di leader che lavorano assieme per costruire un movimento di persone che usa il business come leva rivolta al bene. Questi imprenditori hanno stimolato circa 50mila società a livello globale a iniziare a misurare e gestire le loro performance ambientali e sociali con lo stesso rigore con cui si rapportano ai loro profitti. Insomma, a differenza delle certicazioni tradizionali, questo è un movimento di business leaders per business leaders”.