Il Santo Graal della verifica automatica si avvicina un passo alla volta. Personaggi come Eliot Higgins, alias “Brown Moses”, fact-checker autodidatta divenuto famoso per il suo lavoro sul conflitto siriano e il volo disperso della Malaysia Airlines potrebbero essere presto sfidati dai prototipi in corso di sviluppo un po’ in tutto il mondo.

Un esempio è il consorzio Reveal, guidato dalla lussemburghese Intrasoft International e di cui fanno parte, tra gli altriAlcatel Lucent e Deutsche Welle, che grazie a un grant della Commissione Europea ha sviluppato una vasta serie di strumenti digitali di supporto alla verifica delle notizie online. Si va dai più elementari come la checklist di verifica compilata da Julia Bayer e Ruben Bouwmeester, allImage Verification Assistant e al Tweet Verification Assistant.

Per il momento le interfacce sono ancora molto scarne e ancora piuttosto ostiche per gli utenti non specializzati, ma la bellezza è che tutto il codice dietro questi strumenti è reso disponibile sulla piattaforma Github e intorno a questo primo nucleo di partner si sta formando un piccolo ecosistema – per lo più europeo – di tecnologi e non impegnati nella verifica dell’informazione. Tra i partner esterni di Reveal spiccano infatti lo European Centre for social media, Newsreader, che organizza elenchi strutturati di eventi e dati finanziari, e Sense4us, che aiuta a rilevare i punti di vista dell’opinione pubblica su temi oggetto di politiche pubbliche. Tra questi uno dei più ambiziosi è senz’altro InVID (In Video Veritas), un progetto nel quale sono presenti direttamente anche due partner di Reveal,  Deutsche Welle e il centro per la ricerca tecnologica di Atene Certh-Iti, che ha già rilasciato uno dei suoi primi tool, Video Analysis 4 All che dovrebbe permettere di verificare se un filmato è stato manipolato.

Un’altra scommessa, sostenuta da un grant di 50mila dollari della Google Digital News Initiative è quella dei britannici di Full Fact dove Giacomo Boscaini Gilroy, ha creato il primo nucleo di un software che si è dimostrato in grado di verificare frasi come “l’occupazione sta crescendo”, perché in grado di riconoscere il senso della frase e confrontarne il contenuto con i dati dell’ufficio nazionale di statistica senza interventi umani. E per stimolare un po’ di competizione quelli di FullFact hanno lanciato anche il Fast&Furious Fact Check Challenge, una competizione per chi creerà il primo verificatore automatico. In palio 50mila dollari.