Siamo ogni giorno sommersi da commenti sulle potenzialità della blockchain nel mondo della finanza. Se ne parla tanto, ma poco si studiano gli aspetti realmente qualificanti di questa nuova
tecnologia. Le incertezze sui temi inerenti la privacy, l’anonimato e la tassazione sono infatti aspetti importanti, ma le più grandi sfide sono di natura tecnica. Il Politecnico di Milano ha deciso così di innovare presentando in questo semestre, per gli studenti di Ingegneria matematica, il corso “Bitcoin and Blockchain Technology”, affidato a Ferdinando Ametrano, esperto di fama internazionale. Tra l’altro è stato anche chairman della terza edizione di Scaling Bitcoin, la principale conferenza annuale che  a inizio ottobre ha visto convergere gli sviluppatori bitcoin da tutto il mondo, proprio nella sede milanese del Politecnico.

“Da un lato, il dibattito pubblico sulla rilevanza di bitcoin e blockchain in finanza è estremamente confuso; dall’altro, cresce la richiesta di esperti in questo settore – afferma Ametrano -, per questo è decisivo che il Politecnico abbia deciso di dedicare attenzione alle criptovalute e alla loro tecnologia, entrando nel novero di altre grandi istituzioni come Princeton, Stanford e Mit”. “Ci sembra opportuno che l’insegnamento di computational finance includa oggi lo studio di una tecnologia potenzialmente dirompente nel mondo finanziario – aggiunge Daniele Marazzina del Dipartimento di Matematica -: la possibilità di affidare il corso alla riconosciuta competenza di Ametrano è stata una occasione che abbiamo voluto cogliere al volo”.

D’altronde il Politecnico di Milano non è nuovo all’attenzione verso i temi fintech: “Il nostro Quantitative Finance Lab collabora da tempo con banche e società di consulenza su temi di modellistica e in generale di innovazione finanziaria – sottolinea Emilio Barucci -. Non a caso il mese scorso abbiamo risposto alla consultazione della European Securities Markets Authority sull’utilizzo della tecnologia blockchain per i mercati finanziari. Il nostro interesse e attenzione verso bitcoin e blockchain è consequenziale al percorso intrapreso negli scorsi anni”.

E’ una bella constatazione quando il nostro paese ci sorprende mostrandosi all’avanguardia, specialmente se, come in questo caso, non si tratta di approfittare dell’euforia confusa e generica che circonda la blockchain. Le notizie dal Politecnico mostrano una chiara iniziativa di didattica, ricerca e sperimentazione, che mira al centro di un intenso dibattito scientifico, confrontandosi direttamente con gli esperti internazionali del settore.