Gioco, connessione, calore umano. Così dal Marino Marini di Firenze si immagina la sfida per il museo del futuro con il Playable Museum Award. “Abbiamo usato la parola “Playable” per stimolare l’idea di gioco, inteso non tanto come videogame, ma come emozione e calore” spiega Fabio Viola, game designer, che con questa call internazionale inizia la collaborazione con museo dedicato all’artista toscano.

“L’idea è quella di concepire un museo che utilizzi le tecnologie in chiave umana – spiega Viola, archeologo atipico che ha scalato la top ten dei mondiale dei game designer – In un paese come l’Italia che predilige la conservazione delle opere, vogliamo stimolare idee che possano ripensare una connessione tra persone opere e museo”.

Lo spunto per la call internazionale rivolta a tutti i creativi è il format del Playable City Award che mette le prsone e il gioco al centro delle città del futuro, riutilizzando le infrastrutture della città e riappropriandosi delle tecnologie delle smart city per creare connessioni tra le persone, e tra le persone e la città. “Ugualmente immaginiamo un continuo rimando tra fisico e digitale che prolunghi l’esperienza prima e dopo la visita al museo – aggiunge Viola – Ciò che farà la differenza non sarà la tecnologia in sè che sia un’app, un’installazione, che si utilizzino i beacon o la realtà aumentata. Ma l’uso creativo che se ne fa. Per questo motivo la call è aperta a tutti, indipendentemente dalla formazione e dall’entità giuridica”

Con questo progetto il Museo Marino Marini (nella foto in alto di Dario Lasagni) si pone come hub di innovazione e sperimentazione per immaginare il museo del futuro. “In Italia qualcosa si sta muovendo ma non abbastanza – aggiunge Viola che, tra l’altro, sta curando un nuovo capitolo del gioco Father & Son per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Bisognerebbe lavorare di più su alcuni ambiti. Innazitutto curare la relazione col visitatore dopo la visita, mentre spesso il contatto si perde. Poi attirare nuovi pubblici attraverso nuovi linguaggi e quindi penso anche al tema dell’accessibilità dei musei. Infine generare nuove economie, anche attraverso le tecnologie, partendo dal brand del museo”.

La call resterà aperta dal 15 gennaio al 31 marzo. I progetti dovranno essere inediti e verranno vagliati da una giuria di esperti a livello internazionale. Il vincitore riceverà un grant di 10mila euro e il supporto – affidato a mentor – per l’implementazione del progetto nel Museo Marino Marini di Firenze.

“Il nostro vuol essere un museo-laboratorio” spiega Patrizia Asproni, presidente del museo fiorentino (tra i 15mila e i 18mila visitatori all’anno) che aveva già approfondito il tema del museo del futuro alla guida della Fondazione  Torino Musei. “Vogliamo che questo progetto non sia per il Museo Marino Marini. Ma sia un prototipo che si sperimenta qui ma diventi universale e possa essere declinato in altri musei”. Dal suo arrivo a Firenze un anno fa Asproni ha invitato nel comitato d’onore non solo Fabio Viola, ma altri visionari tra cui Jeffrey Schnapp, guru delle digital humanities e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard, che ha inaugurato il ciclo di incontri “What’s Next”, al Museo Marino Marini, curata dallo stesso Schnapp e dedicata a leader culturali, innovatori e makers che riflettono sul futuro dei musei.