I fratelli Wright hanno coronato il sogno fino ad allora impossibile di permettere all’uomo di volare come gli uccelli. Oggi una startup che da loro prende il nome rincorre il sogno di far viaggiare gli aerei con la forza dell’energia elettrice. La Wright Electric è nata con l’obiettivo di produrre entro dieci anni un aereo da 150 posti in grado di effettuare rotte di corto raggio, come Parigi-Londra e New York-Boston, senza il ricorso a combustibili fossili.

A lanciare il progetto è stato il cofondatore Jeff Engler poco più di un mese fa nel corso della Demo Day di Y Combinator, uno dei più prestigiosi acceleratori di startup della Silicon Valley, forte di un team che ha lavorato con la Nasa per valutare le potenzialità dell’aereo elettrico e di una possibile partnership con una compagnia aerea identificata in Easyjet, nonché dell’interesse di un miliardario “che vuole il nostro aereo elettrico da 150 posti come quinto jet della sua flotta privata”.

Considerando che il 30% dei voli a livello globale è al di sotto delle 300 miglia (più o meno 500 chilometri) e che lo scorso anno Boeing e Airbus hanno venduto poco meno di mille apparecchi regionali simili al 737 per circa 90 milioni di dollari l’uno, è chiaro che si tratta di un mercato dalle chiare potenzialità.

Ed è altrettanto evidente che l’ostacolo tra il dire e il fare è rappresentato dalle batterie che siano in grado di garantire adeguata potenza per trasportare in sicurezza apparecchi che arrivano a sfiorare le 60 tonnellate. Wright Electric non svilupperà una propria tecnologia ma si affida alle evoluzioni della ricerca nel prossimo decennio, puntando in caso contrario su una soluzione ibrida.

Ma non sarà così semplice. “La tecnologia per le batterie è di là da venire – ha affermato Graham Warwick, esperto di Aviation Weekly in un’intervista alla Bbc -. Saranno necessari progressi sostanziali, che non appaiono imminenti. E poi ci vorrà una certificazione e un quadro regolatorio di sicurezza. Ci vorrà tempo!”

La startup, con sede in Massachusetts,sta lavorando insieme a Chip Yates, inventore dell’aereo elettrico finora più veloce, il Long-Esa, sfruttando anche le competenze del team che ha lavraot per la Nasa. L’agenzia spaziale americana ha lanciato un anno fa un programma dcennale da 43 milioni di dollari per realizzare la linea X-Series di velivoli sostenibili, commercialmente appetibili con una gamma che va dai piccoli bimotori elettrici a jet di più lungo raggio con motore ibrido.

Anche Airbus ha avviato un programma per il biposto elettrico E-Fan, che ha già debutttato con la traversata della Manica, primo passo verso la realzizzazione di un velivolo elettrico da 90 posti. Anche il vulcanico Elon Musk vuole creare una “Tesla dei cieli”, ma ha dichiarato di avere bisogno di batterie dalla densità da oltre 400 Wh/kg, mentr le sue automobili non vanno per il momento oltre i 250.

A puntare sul volo eletrrico è anche Zunum Aero, finaziata da Boeing HorizonX, società di Vc del colosso Usa, e dal braccio di tech venture di JetBlue, che vuole sviluppare un jet ibrido da 10-50 posti per rotte da oltre mille chilometri entro il 2020. Anche solo con la tecnologica gia ibrida gli aerei porterebbero a una riduzione dell’80% delle emissioni rispetto alla propulsione tradzionale. Con l’obiettivo di arrivare al 100% quando si arriverà a batterie con densità adeguata. E gli aerei, si sa, sono uno dei maggiori produttori globali di gas serra.