Con Expo alle porte, il settore turistico inizia a fibrillare per la pianificazione di azioni e proposte attraenti e “sostenibili”. Alberghi, ristoranti, agenzie viaggi e associazioni culturali in tema iniziano a declinare in specialità tipiche: mobilità green; efficienza in consumi e sfruttamento del territorio; acquisti verdi e a km zero; arredamenti bio; cibi e piatti tipici…

Tutte materie che sarebbe buona cosa apprendere in maniera sistematica per rendere anche la professione di chi si occupa di turismo un green job. Anzi, un “decent job – come tiene a puntualizzare Pierluigi Malavasi direttore di Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore specificando che in questo modo si intende – il valore di un lavoro “buono”, “giusto” capace di rispettare la dignità dell’uomo e del contesto ambientale, lungo le direttrici locale/globale in cui un’impresa agisce”.

Malavasi non parla a caso. Sotto la sua egida sta per partire Il master in “Turismo sostenibile e brand del territorio. Innovazione, attrattività e formazione alla sostenibilità verso Expo 2015”. Da gennaio a dicembre 2015 gli iscritti avranno modo di formarsi come professionisti del turismo con un elevato profilo multidisciplinare “per rispondere alla complessità del settore – riprende il docente – ed essere capaci di valorizzare il patrimonio ambientale per lo sviluppo tra green marketing e brand del territorio, intervenendo nei piani di programmazione turistica e distribuzione di prodotti turistici sostenibili”.

Una volta pronti basta puntare su un target – il turista ecofriendly – il cui identikit, delineato da una recente ricerca di Ipr Marketing e Fondazione Univerde – è facilmente delineabile: affamato arricchimento culturale (46%), bisognoso di svago (38%) e di relax (36%) ma anche di sport (5%)”.

“Il turismo sostenibile rappresenta oggi uno straordinario driver per lo sviluppo e per aumentare posti di lavoro concreti, giusti e di ampia prospettiva – conclude Malavasi -: l’evidenza trova conforto nei recentissimi dati Istat, che mostrano per il secondo semestre del 2014 un aumento di arrivi in Italia del 3,6%  e un aumento del 2,8% di presenze rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente e mostrano, quindi, la vitalità del settore”.