Dopo le macchinette per il caffè e i distributori di snack, arrivano i dispenser automatici di racconti. Sono dei cilindri neri con un coperchio arancione, un po’ più ingombranti di una colonnina di ricarica per le auto elettriche, e spuntano ormai come funghi nelle stazioni o nelle fermate dei mezzi pubblici di tutta la Francia, ma se ne trovano anche in giro per il mondo: all’Università Battista di Hong Kong, alla Penn State University di Filadelfia, all’aeroporto di Edmonton in Canada e in una serie di caffè americani, tra West Palm Beach e San Francisco, incluso il Café Zoetrope del regista Francis Ford Coppola, che è un fan dei racconti brevi e del progetto.

Il supporto tecnologico non è particolarmente sofisticato: sul coperchio ci sono solo tre bottoni, targati 1 minuto, 3 minuti e 5 minuti. A seconda del tempo di lettura disponibile, i viaggiatori possono farsi stupire premendo uno dei tre bottoni e ottenendo così un papiro di carta stampata, di lunghezza variabile: dai 30 centimetri a un metro. Il testo gratuito potrà essere di un classico o di un autore nascente, nero o rosa, in prosa o in versi, ma sempre della misura corrispondente alla richiesta. Per le ferrovie e le società di trasporto pubblico si tratta di movimentare un po’ i tempi di attesa, mentre per la start up di Grenoble, che ha avuto l’idea, si tratta di una bella storia di successo.

Fondata nel 2011, Short Edition è una piattaforma editoriale comunitaria, con la missione di “pubblicare racconti che si leggono in meno di venti minuti”, spiega Quentin Pleplé, uno dei fondatori. Con oltre 230mila lettori registrati, Short Edition offre al pubblico oltre 500mila testi di 16.000 autori, di cui quasi 10mila scrittori classici, ormai di pubblico dominio, selezionati da un comitato editoriale incaricato di identificare fra tutti i tesori letterari gli scritti più brevi (gli estratti sono banditi), mentre 6.800 sono new entries, promosse dalla comunità dei lettori, che devono votare quattro volte l’anno sul sito dell’editore, per scegliere chi avrà l’onore di entrare nel dispenser. Ai nuovi autori vanno le royalties ogni volta che viene stampata una delle loro storie, il che è un bel bonus.

L’idea è nata a Pleplé e al co-fondatore Christophe Sibieude proprio davanti alla macchina del caffè, in un momento di pausa dal lavoro nella casa editrice. “In realtà non stavamo pensando al lavoro, ma semplicemente facendo una pausa e abbiamo pensato che sarebbe bello avere una macchina che distribuisce racconti al posto delle bevande”, spiega Pleplé. Detto, fatto. In pochi mesi, i primi prototipi erano stati presentati al Comune di Grenoble, che li ha adottati per arricchire diversi spazi pubblici, a partire dal municipio. L’iniziativa aveva subito riscosso l’entusiasmo del New Yorker, campione da sempre della piccola comunità dei fan dei racconti brevi. Da lì è nato l’incontro con Coppola, che ha promosso l’idea e ha investito nel progetto. Quando li ha contattati, i soci avevano pensato a uno scherzo, ma la sua partecipazione non è casuale, perché il regista del Padrino pubblica da vent’anni “Zoetrope: All Story”, una rivista di racconti brevi molto nota nel mondo letterario americano. Per Short Edition ora la strada è in discesa: dopo le ferrovie sono arrivati gli aeroporti e al momento le colonnine vengono testate nei distributori Total.

Short Edition sostiene di difendere la carta e riabilitare l’analogico, ma una macchina distributrice di buone letture è senz’altro un’impresa innovativa.