Un Paese di 11 milioni di abitanti ma grande più o meno come la Sicilia, uno scarso sistema sanitario e molte zone remote da raggiungere perché le infastrutture stradali sono inadeguate. Ogni 100mila parti in Rwanda muoiono 290 donne soprattutto per emorragia post parto. Per far fronte al problema nell’ottobre scorso il presidente Paul Kagame ha lanciato il primo servizio nazionale al mondo di consegna con i droni.

Ogni giorno l’azienda californiana Zipline fa partire tra i 50 e i 150 voli indirizzati a 21 cliniche di trasfusione nella parte occidentale del Pase. Il sangue richiede condizioni di stoccaggio e trasporto a temperature idonee. Poiché ci sono differenti tipi di prodotti e non c’è modo di prevedere il fabbisogno futuro, molte cliniche non conservano il sangue di cui potrebbero aver bisogno.

Una flotta di 15 droni, chiamati Zips, viaggia a circa 150 chilometri orari, anche in caso di pioggia o vento, trasportando un chilo e mezzo di sangue, sufficiente per salvare la vita a una persona.

Quest’anno il servizio verrà esteso alla zona est del paese. Non solo. E’ prevista la consegna di altri farmaci e vaccini grazie alla partnership internazionale con Ups che offre l’expertize logistico e Gavi (Vaccine Alliance) che investe 1,1 milioni di dollari. Questi partner pensano di estendere il servizio ad altri paesi, in Africa e America. Zipline a ottobre ha annunciato di voler estendere il servizio nelle riserve indiane del Maryland (Nevada) e nello Stato di Washington.

Inoltre in Rwanda è in costruzione il primo aeroporto al mondo per droni. Il progetto è firmato da Norman Foster. Presentato alla Biennale di Venezia dovrebbe essere pronto nel 2020.