Leonardo consolida la sua presenza tramite la Space Alliance, in cui sono riunite due sue partecipate: Thales Alenia Space e Telespazio. Si è infatti concluso in questi giorni un importante accordo con l’americana Spaceflights Industries, che prevede anche una partecipazione azionaria di minoranza nella impresa statunitense, per la costruzione di una costellazione di mini satelliti che arriverà gradualmente fino a sessanta unità.

Questo già di per sé è un risultato notevole, che peraltro sfrutta l’esperienza di Thales Alenia Space che ha già esperienza in questo campo, avendo partecipato, a partire dagli anni ’90, alla costruzione delle costellazioni Globalstar e più recentemente Iridium. Ma c’è parecchio di più. Se infatti questo aspetto è importante, si tratta di costruire sessanta mini satelliti da 50 chili, lanciarli nello spazio e gestire le loro operazioni, il secondo aspetto, la gestione dei dati, tramite invece Telespazio, è il vero fine dell’operazione.

Con questo Leonardo sta al passo, anzi indica la direzione giusta da seguire nella cosiddetta “space economy”, che negli ultimi mesi ha acquistato un’impetuosa accelerazione. Certamente nei satelliti, oramai possiamo dire di varia taglia, c’è una parte importante del business, ma la parte di elaborazione dati, gli oggi onnipresenti Big Data, e sviluppo di nuove applicazioni che raggiungano e soddisfino anche nuovi clienti cui oggi non si arriva, saranno il vero business del futuro. A questo punto quindi dai grandi satelliti, potremmo quasi dire “tradizionali”, pesanti 500-800 chili e costosi, fino a mezzo miliardo per dare una cifra di riferimento, ai mini satelliti in orbita bassa e ottime prestazioni l’industria italiana è presente in prima posizione.

“Le due diverse categorie di satelliti non si escludono a vicenda, anzi si completano affiancando le ottime prestazioni a prezzi più contenuti dei piccoli satelliti alla altissima definizione, che ha bisogno comunque di potenza e quindi massa dei grandi satelliti” spiega Luigi Pasquali, coordinatore delle attività spaziali di Leonardo e amministratore delegato di Telespazio. I nuovi mini satelliti, che andranno in orbita a partire dal 2019, hanno una risoluzione ottima, un metro, capaci quindi di distinguere particolari di queste dimensioni, eccellenti per tantissimi compiti di intelligence e sorveglianza del territorio. Per confronto uno dei grandi e perfezionatissimi satelliti europei per lo stesso compito ha una risoluzione di 20 centimetri: detta in parole povere da 400 chilometri di altezza riesce a leggere la targa della nostra automobile o vedere se abbiamo il cappello, mentre il mini satellite capisce che tipo di auto usiamo e se abbiamo sopra la testa un grande ombrello.

Ma anche qui c’è di più. Infatti la costellazione di sessanta satelliti prevista con gli americani ha una seconda caratteristica che la rende unica: grazie alla numerosità delle apparecchiature in volo e alla loro particolare orbita il sistema nel suo complesso può inviare immagini della stessa area della crosta terrestre con una frequenza impressionante: si può arrivare a un’immagine ogni 25 minuti, se vogliamo arrivare al limite: è quasi un film al rallentatore. Ecco che le applicazioni che si aprono sono certo diverse, oltre che sinergiche, a quelle possibili con le immagini, di grande e maggiore qualità, ottenibili con i satelliti molto grandi e costosi che però necessitano, nei migliori casi, di ore per ripassare sopra le stesse aree terrestri.

“Il business quindi si sposta dalle immagini ai dati che se ne possono estrarre a seconda delle esigenze diverse, e questo è quello su cui puntiamo con Telespazio” continua Pasquali. Immagini di altissima qualità, immagini di questa nuova costellazione, dati terrestri, perché no, si mescola assieme, come fosse un cocktail e se ne estrare l’informazione che il cliente desidera. Il concetto, nel campo delle immagini, è noto da tempo anche in campi diversissimi, come la scienza o le discipline storiche. Un’immagine del 1939 dei nostri nonni, o bisnonni, in viaggio di nozze a Roma ci fa vedere non solo i nostri antenati, ma anche lo stato delle strade, niente auto, la moda del momento per uomo e donna, lo stato dei monumenti e così via. Eppure loro se l’erano fatta scattare magari da un passante solo per un ricordo affettuoso di un giorno felice. Ora può invece servire a soddisfare tante diverse richieste di informazione.

È uno dei punti chiave per capire la Space Economy, infatti per poter veramente agire come leva per l’economia occorre anche che vengano sviluppati nuovi mercati per potenziali clienti, oltre a quelli storici, importantissimi, interessati all’intelligence e sorveglianza del territorio. Telespazio è già riferimento per la Commissione Europea per la gestione delle emergenze negli Stati membri, ma opera a livello globale ovunque ce ne sia bisogno. L’agricoltura con la valutazione della crescita delle coltivazioni, le assicurazioni con la valutazione del rischio di impianti o infrastrutture, oltre che per eventuali frodi, la business evaluation, con il monitor delle attività anche di un normale supermercato sono asolo alcuni degli infiniti esempi di possibile sviluppo.

Quello delle costellazioni di mini satelliti è un campo completamente nuovo, se ne annunciano tante, da Google e Facebook in giù, ma non si va quasi mai oltre, il business model sembra essere proprio lo scoglio, da superare, come sempre. Leonardo con questo passo fa il salto: “La nostra strategia è nella direzione di divenire global data operator nella geoinformation e questo passaggio è in questa direzione“, conclude Pasquali.