Uno stop con un click: i Comuni di Pieve Fosciana (Lu) e di Castelbuono (Pa) martedì 5 settembre hanno pubblicato online il catasto delle terre bruciate durante gli ultimi cinque anni, nella sezione dedicata all’amministrazione trasparente. È la prima risposta alla campagna #FoiaeFiamme lanciata il 30 agosto da ItaliaaFuoco.info per contrastare il rischio di speculazione legato agli incendi che anche quest’anno stanno assediando la Penisola.

«La legge 353/2000 impone che i boschi e i pascoli bruciati non possano avere destinazione di uso diversa per almeno quindici anni» spiega Giuseppe Ragusa, attivista civico del progetto. «Per applicarla, però, i Comuni devono aggiornare il catasto e pubblicarlo sull’albo pretorio: attraverso la piattaforma Italiaafuoco.info facilitiamo la richiesta di accesso agli atti da parte dei cittadini». Il portale è nato a luglio scorso da un’idea di Matteo Tempestini, Matteo Fortini e Andrea Borruso: due ingegneri informatici e un geomatico, che unendo le esperienze del progetto TerremotoCentroItalia e della comunità di Open Data Sicilia, hanno elaborato uno strumento per informarsi e visualizzare informazioni attendibili sui roghi.

«Non è facile trovare dati aperti» continua Ragusa, economista. «Eppure, le mappe possono consentire di avere un quadro immediato di situazioni molto diverse tra loro, sia per durata che superfici coinvolte». Ad oggi, la mappa principale del sito è stata tratta dalle “fire news” geolocalizzate e pubblicate dallo Effis – European Forest Fire Information System, progetto di ricerca della Commissione Europea: dal 2012 al primo settembre 2017 sono stati mappati 1.232 Comuni italiani e 1.856 notizie di incendi boschivi. Sulla mappa, aggiornata ogni settimana, in nero sono indicati i punti interessati dai roghi più recenti, in bianco gli altri, con dataset allegato: solo lunedì 4 sono stati colpiti S. Antioco in Sardegna, Firenze, Magliolo in Liguria e Monforte di S. Giorgio in Sicilia.

Cliccando sulla superficie di ogni Comune si accede direttamente al modulo Foiapop di richiesta di accesso civico per la pubblicazione del catasto: «Anche in questo caso, la legge esiste, è il decreto legislativo 33/2013, ma è poco conosciuta dai cittadini» sottolinea Ragusa. Dopo la compilazione con i propri dati personali, la richiesta può essere consegnata a mano o inviata all’ente via Pec. «L’ultimo passaggio spetta al cittadino, che deve metterci la faccia» continua Ragusa. «Da parte nostra, per la privacy, non salviamo sul server le informazioni inserite durante il processo: puntiamo sulla responsabilizzazione collettiva».

Un’altra mappa è quella fornita, regione per regione, a partire dai dataset del Corpo Forestale dello Stato: 19.914 roghi dal 2012 al 2015 a fronte delle 1.020 “fire news” raccolte nello stesso periodo dall’Effis. Fonti diverse permettono anche di fare confronti. «Avremmo voluto aggiornare anche questo dataset ma il sito di riferimento del Corpo Forestale non esiste più da quando, a seguito del decreto legislativo 177/2016, è stato assorbito nell’Arma dei Carabinieri, all’interno del Comando Unità Territoriale per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare» spiega Ragusa. «Non resta che sopperire alla mancanza di dati, chiedendoli, con la partecipazione di tutti».