L’arte di superare ostacoli complessi e i freni del sistema è un carattere distintivo di molte imprese italiane, frutto di una capacità creativa che si aggiunge al nostro proverbiale saper fare. Ne è un esempio la storia della Sormec di Alcamo, in provincia di Trapani, nata negli anni Novanta, come spiega l’amministratore delegato Santo Sorrentino, “in un territorio quasi esclusivamente vocato al turismo e alle produzioni agricole, sostanzialmente privo di un tessuto industriale”. L’azienda produce gru, verricelli e sistemi di sollevamento studiati per l’ambiente marino, e quindi idonei ad essere installati su imbarcazioni, strutture portuali, piattaforme offshore, centrali eoliche marine. Sono prodotti esportati in tutto il mondo, con un alto contenuto tecnologico, che, aggiunge Sorrentino, “proprio per il contesto in cui siamo nati e ci siamo sviluppati, ci siamo attrezzati a produrre in toto, realizzando nei nostri impianti l’intero ciclo produttivo”. In altre parole alla Sormec entrano lamiere d’acciaio ed escono le gru finite. “In casa – aggiunge l’ad dell’azienda siciliana – facciamo la progettazione, assistita da software sofisticati, la lavorazione dei metalli come il taglio, la piega, la saldatura, verniciatura e la sabbiatura, che devono rispondere tra l’altro a severi standard di qualità, anche perché l’utilizzo in un ambiente marino è estremamente sfidante”.

I prodotti Sormec sono certificati da enti terzi come DNV, ABS, R.I.NA e molti altri e nascono “su misura”, sulla base cioè di specifiche esigenze del committente. Non esiste un catalogo di prodotti in Sormec: ogni pezzo nasce secondo un processo artigianale di alta qualità. Grazie a questa impostazione, tipica per certi versi del manifatturiero italiano di successo, l’azienda ha superato indenne la crisi economica e lo scarso livello di investimenti nelle infrastrutture italiane, trovando sbocchi all’estero, a cui è destinato il 90% della produzione. Cina, Russia e Nord Europa sono i principali mercati di riferimento.

Anche in presenza di una produzione non standardizzata l’azienda investe molto in innovazione tecnologica. Ha per esempio sviluppato sistemi di controllo elettronico che conferiscono alle sue gru caratteristiche uniche. Un esempio è il sistema AHC, Active Heave Compensation System, di compensazione cioè del moto ondoso che, spiega Santo Sorrentino, “tiene conto in tempo reale del movimento verticale a cui è soggetta un’imbarcazione per effetto delle onde, in modo da mantenere i carichi immersi in profondità sempre nella stessa posizione, in un punto fisso”. Una caratteristica di importanza fondamentale per tutte le opere realizzate sul fondo marino, per esempio i basamenti di una piattaforma offshore o di una turbina eolica offshore, perché facilita le operazioni e garantisce un’elevata sicurezza. “Abbiamo sviluppato il sistema AHC – racconta Sorrentino – grazie a una collaborazione con Bosch Rexroth. Si tratta di un chiaro esempio di come, anche nel nostro settore, stia nascendo una nuova generazione di prodotti innovativi per effetto dell’integrazione della meccanica con l’elettronica”.