Incollati allo smartphone, divertendosi. Ma, nello stesso tempo, fare del bene: donare a organizzazione non profit senza mettere mano al portafoglio. E’ la promessa di Ofree, piattaforma in corso di progettazione. “Ho sempre avuto una passione per i videogame dai tempi della Play Station – spiega Nicolò Santin, 25 anni, neolaureato in Economia e gestione delle aziende a Venezia – Ma volevo fare qualcosa di utile oltre che di divertente. Poi ho scoperto che con il video Gangnam Style il cantante, dopo il primo miliardo di views, ha guadagnato 4 milioni di dollari dalla pubblicità. Mi sono chiesto: come posso fare a convincere le persone a vedere un video? E come posso rendere tutto questo utile alla società?”.

La risposta è stata più facile del previsto: il divertimento. Santin ha studiato gli advergames, giochi che pubblicizzano il brand o il prodotto. “Una modalità molto efficace – aggiunge Santin – A differenza della pubblicità push, in questa modalità pull è l’utente che sceglie di giocare, quindi è attivo”. Gli esempi sono tanti e diversi: dal gioco ambientato in un’estate torrida che spinge a mangiare gelati, al gioco che consente di girare e smontare un paio di scarpe. In modo più o meno diretto il prodotto è al centro o viene evocato.

Con Ofree più si gioca e più si accumulano punti in una moneta virtuale che la piattaforma convertirà in euro e destinerà a vere e proprie donazioni. “Però sia chiaro che metteremo un tetto al numero di giocate per giorno – precisa Santin – Anche questo fa parte del nostro impegno sociale, in questo caso, contro la dipendenza da gioco”.

Più che alle organizzazioni non profit, Santin ha in mente di donare a progetti sociale specifici di cui poi i giocatori possano vedere l’esito concreto, l’impatto generato. E ha in mente di farlo cominciando dalle realtà locali, grazie alla geolocalizzazione. Selezionerà quindi piccole e medie imprese e attività commerciali a cui proporre giochi standard da personalizzare con il proprio marchio e prodotto. E il ricavato – al netto di un 10-20% variabile di commissioni che servono a coprire i costi della piattaforma – andrà alle organizzioni non profit locali che già si stanno facendo avanti. Poi se l’idea dovesse funzionare guarderà alle grandi aziende di livello nazionale, che possono magari investire budget maggiori in giochi di maggiore complessità. Ora Santin è impegnato nell’accrescere il team che dovrà rafforzarsi con altri sviluppatori.

Le aziende quindi avranno ricaveranno dall’investimento un doppio valore: di efficacia pubblicitaria ma anche di reputazione, in termini di corporate social responsability.

Ofree