Alexa sarà in grado di comunicare con Cortana e viceversa. Non è una “boutade” di fine estate ma il senso dell’accordo, ufficializzato alla vigilia dell’apertura di Ifa edizione 2017, a cui stanno lavorando Amazon e Microsoft per integrare i rispettivi assistenti digitali, con l’idea di completarne a vicenda le funzionalità. Si potrà cioè accedere, attraverso comandi vocali, alle capacità di una delle due piattaforme da un dispositivo “alimentato” dall’altra, e viceversa. Perché è così importante questa collaborazione, destinata a concretizzarsi nel corso di quest’anno, nel segno dell’intelligenza artificiale? Per una serie di motivi, che toccano da vicino, e alcuni prodotti in vetrina a Berlino lo confermano, anche il mondo degli altoparlanti audio.

Microsoft e altri vendor lanceranno nei prossimi mesi diffusori compatibili con Cortana e la collaborazione con Amazon offre, in tal senso, la possibilità di sfruttare le capacità di Alexa per controllare i dispositivi connessi che popolano la casa e ordinare articoli di ogni genere nel negozio online di Jeff Bezos. Cortana, a sua volta, è profondamente integrato con Windows 10 e con la suite Office e gli utenti dell’assistente di Amazon saranno presto in grado di accedere a funzioni per gestire i meeting, visualizzare gli eventi del calendario, leggere le email di lavoro, impostare i promemoria e altro ancora. Dal sodalizio fra le due compagnie è lecito aspettarsi un ulteriore diffusione degli agenti virtuali, ognuno con accesso a diversi insiemi di dati e con diverse aree di competenza specialistiche. Alla partita partecipano naturalmente anche Siri (Apple) e Google Assistant e proprio l’assistente di BigG è stato protagonista di una serie di annunci alla kermesse berlinese, soprattutto per quanto riguarda la sua presenza a bordo di speaker audio.

La californiana Anker, per esempio, produrrà un diffusore intelligente con connettività Wi-Fi e Bluetooth 5.0 integrata, Zolo Mojo, che sarà in grado di replicare tutte le funzionalità di Google Home, lo smart hub di Mountain View, incluso il supporto al protocollo Chromecast. Costerà meno di 70 dollari e sarà il primo di un’intera gamma di speaker con a bordo l’intelligenza artificiale di Google. Decisamente di una fascia più alta è invece il prodotto svelato da Panasonic, il modello SC-GA10. Molto curato nel design e nelle singole componenti audio, che vede accoppiati due tweeter da 20 millimetri a un woofer da 80 mm, ha dalla sua, oltre ai comandi vocali, il vantaggio di supportare nativamente le principali app di streaming musicale, come Spotify, Google Play Music e TuneIn Radio. La scelta di Panasonic di puntare su Assistant e non su Alexa, come ci hanno confermato allo stand di Ifa i diretti interessati, si spiega con le migliori capacità del primo per applicazioni in ambito audio. Dal dispositivo, in ogni caso, si potranno controllare gli altri device intelligenti della casa ed attivare l’ascolto della musica su altri altoparlanti compatibili con Chromecast. Il debutto in Germania, Regno Unito e Francia è previsto per fine anno, inizio 2018; l’arrivo in Italia, come per tutti i prodotti basati su Google Assistant, è subordinato alle politiche di localizzazione e commerciali di BigG.

Altro nome eccellente del panorama audio che ha scommesso su Google Assistant è Sony. La casa nipponica ha presentato a Berlino la serie LF-S50G (nella foto) con una funzione “gesture control” che consente di regolare il volume o di passare alla traccia successiva compiendo semplicemente un gesto della mano in prossimità dello speaker, senza nemmeno toccarlo. La promessa di una qualità sonora elevata, trattandosi di Sony, è praticamente scontata e lo sforzo del produttore è andato quindi nella direzione di rendere questo apparecchio facile da usare e utilizzabile ovunque, anche in cucina. L’obiettivo a breve, confermato a Berlino, è inoltre quello di dotare delle funzionalità di Google Assistant anche i televisori Bravia, con l’intento di dare vita a un ecosistema di prodotti interconnessi controllabili direttamente con la voce e i gesti. Molto ambizioso, invece, ma parliamo di un concept per il momento lontano dal diventare un prodotto pronto per il mercato, è il progetto di Lenovo. SmartCast+ è infatti un altoparlante intelligente e interattivo che va oltre la riproduzione sonora tramite comandi vocali e che sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere suoni e oggetti e utilizzare queste informazioni per offrire esperienze di intrattenimento in realtà aumentata.

Alla discesa in campo di Apple con il suo HomePod, insomma, Google ha risposto stringendo più di una partnership con gli specialisti dell’universo audio. La partita è più che mai aperta. Amazon con il suo Echo e la batteria di apparecchi che sfruttano Alexa appare come il terzo incomodo di una sfida che poco a poco diventerà globale ed uscirà presumibilmente dai confini di nicchia. In gioco ci saranno altri attori eccellenti, a cominciare da Microsoft. Invoke, sviluppato da Harman Kardon, è il primo altoparlante ad essere alimentato dall’assistente digitale Cortana. Debutterà in autunno negli Usa e supporta lo streaming di diversi servizi musicali tra cui Spotify, Pandora, iHeartRadio e TuneIn. Come gli altri speaker intelligenti, non è in grado solo di riprodurre tracce sonore ma anche di gestire calendari e attività, impostare promemoria, controllare il traffico, fornire le ultime notizie e molto altro ancora, per esempio abilitare le chiamate in uscita ed entrata tramite Skype. All’orizzonte, infine, si profila la discesa in campo anche di Facebook, con uno smart speaker dotato di un assistente vocale “Siri-style” concepito da Zuckerberg con l’aiuto di ex-dipendenti Apple e progettato per funzionare anche su un altro dispositivo in pancia al social network, e cioè un apparecchio intelligente per le videochat.