«La scuola deve formare i cittadini del domani, ma anche fare da leva all’innovazione all’interno della società», spiega Francesco Profumo, presidente di Compagnia di San Paolo. Con 10 milioni di euro stanziati per i prossimi tre anni il progetto Riconessioni lanciato da Fondazione per la Scuola e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con molti partner tra cui Miur, Ufficio scolastico del Piemonte e Comune di Torino, ma anche privati come Fondazone Nesta Italia, è oggi il più grande progetto privato per la scuola digitale italiana. Lanciato lo scorso autunno, Riconnessioni coinvolge quasi 300 scuole elementari e medie di Torino e della sua prima cintura. In termini demografici si tratta di 1500 insegnanti e 100mila studenti. Il fulcro dell’iniziativa è necessariamente la città perché la proprietà degli edifici è comunale per le scuole primarie e provinciale o delle città metropolitane per quelle secondarie. La sua originalità risiede proprio nell’approccio olistico che combina sapientemente investimento in tecnologie e formazione dei docenti. «Riconnessioni agisce su due piani – spiega Profumo che ha alle spalle anche un’esperienza di ministro dell’Istruzione che dal 2011 al 2013 lo vide pioniere della scuola digitale –: quello infrastrutturale, perché costruisce una nuova rete in fibra ottica in tutte le scuole con la collaborazione e il sostegno di Open Fiber, e quello formativo perché sostiene i docenti nel rinnovare i processi di gestione e la didattica».
A oggi sono state già oltre venti scuole le nuove scuole connesse e l’obiettivo è superare le cento nell’anno scolastico 2018-19 per salire poi a una media di 120-130 scuole l’anno. Il programma di cablatura si sta rivelando molto interessante anche per gli operatori perché le famiglie che hanno figli in classi digitali sono più propense ad attivare la banda larga anche a casa. «Il progetto va inquadrato all’interno delle politiche della Compagnia per il mondo dell’educazione che investe tutta la fascia 0-18 anni e guarda a tutta la vita del cittadino – spiega Profumo –. Nella fascia 0-6 anni puntiamo a colmare le diseguaglianze strutturali con misure che riguardano i bambini e le famiglie, collegandoci anche ai programmi di housing sociale. Nella fascia 6-14 Riconnessioni si intreccia con i bandi Kit ed Extra strong per creare nuove opportunità educative e programmi come “Provaci ancora Sam” per contrastare la dispersione scolastica. Per i più grandi c’è per esempio “Percorsi. Spazio al futuro”, che dà ai ragazzi torinesi un contributo per frequentare la scuola secondaria o l’università».
La Compagnia si prepara anche a replicare questo modello educativo fuori dal Piemonte firmando un’intesa con l’assessorato all’Innovazione di Napoli e lavorando strettamente con le Regioni Campania e Sicilia e la città di Palermo. «I ragazzi che oggi frequentano le medie entreranno nel mondo del lavoro nel 2035 – osserva Profumo – per questo la tecnologia è solo il fattore abilitante di una didattica che ha come elemento centrale la formazione dei dirigenti scolastici e dei docenti».
«Ogni docente formato dal progetto diventa poi un “digital trainer” dei colleghi – spiega Elena Piastra, docente di lettere alle scuole medie vicesindaco di Settimo Torinese dove si occupa di innovazione, politiche giovanili e interculturali – perché il digitale permette di cambiare radicalmente la didattica. Oggi i miei ragazzi hanno completato in una decina di minuti una verifica delle conoscenze direttamente sui loro smartphone. Grazie a piattaforme come Edmodo possiamo farlo anche una volta alla settimana con grande agilità e in tutta sicurezza per i ragazzi che non devono iscriversi». L’uso di queste piattaforme facilita anche modalità come la “classe capovolta” nel quale gli alunni ricevono prima il materiale e poi lo discutono in classe: «L’unico accorgimento legale è che dobbiamo stampare gli elaborati finali perché rimangano alla scuola».