L’insediamento di piccole case monofamiliari inizierà ad Haiti e in Salvador. Il costo iniziale è attorno ai 10.000 dollari per una casetta da circa 200 metri quadrati, ma l’obiettivo dichiarato è di scendere a meno della metà. Ma soprattutto l’abitazione può essere realizzata da zero in meno di 24 ore, anzi la metà: in dodici ore il braccio robotico connesso a una stampante 3D completa la costruzione. Anzi, in linea teorica il processo di stampa vera e proprio dura circa sei ore, poi vanno aggiunto infissi e dettagli.

Il progetto di quella che viene considerata la prima casa completamente stampata in 3D, in linea con i criteri archiettonici standare e pronta per essere abitata, è stato presentato al South by Southwest, l’evento dedicato all’innovazione digitale che si chiude oggi ad Austin, in Texas. A realizzarlo è New Story, startup nel mondo delle charities che nasce dall’ambiente di Y Combinator nata per fornire case a chi l’ha persa in disastri naturali, insieme ad Icon, società di costruzioni basata su soluzioni robotica che ha fornito la soluzione mediante la stampante Vulcan.

La stampante, trasportabile, produce un tipo di cemento customizzato che si solidifica all’istante, appena stampato, e che viene sovrapposto in un centinaio di strati da circa 3 centimetri.

Esaurita la fase di stampa, l’equipe di New Story concludono il lavoro installando gli infissi, un tetto di legno, tubature di base e la rete elettrica. L’intera operazione può arrivare a non richiedere più di dodici ore.

Icon, che ha già annunciato di voler ridurre il costo dell’abitazione a circa 4.000 dollari, intende sviluppare le proprie tecnologie in modo da permettere di rendere automatico il processo di installazione degli infissi e di verniciatura delle pareti esterne mediante droni. In teoria le famiglie destinatarie potranno effettuare una personalizzazione del progetto nell’arco di una sola giornata.