Quando sei un’azienda piattaforma, nata per abilitare interazioni, i tuoi utenti sono la componente più preziosa del tuo business. Lo ha capito bene Moovit, la startup israeliana lanciata da Nir Erez, Roy Bick e Yaron Evron nel 2012 e che non fa mistero di voler diventare la Waze dei trasporti pubblici. La visione dei fondatori è certamente a buon punto visto che oggi la quinta versione della sua app per (per iOS, Android e Windows phone) è la prima nel mondo dei trasporti pubblici con 50 milioni di utenti (3,5 solo in Italia che è nella top 5 delle community più attive) e l’azienda ha appena lanciato “Moovit solutions for public transport” un pacchetto di servizi rivolto alle agenzie dei trasporti locali e che permettono di fornire servizi da smart-city senza ingenti investimenti in infrastrutture.

“Un esempio è Palermo – spiega Yovav Meydad, VP prodotto e marketing – dove non c’era una rete in grado di geolocalizzare i bus in tempo reale e dirti quanto dovevi aspettare alla fermata. Dal mese scorso, grazie al servizio che abbiamo attivato come prima mondiale, installando un semplice smartphone android su ogni veicolo, puoi andarti a prendere uno di quei buonissimi cannoli al bar senza perdere l’autobus”.

La vera ricchezza dell’azienda è però la community di utenti che ricorda molto quella di Wikipedia ed è attiva in più di 1.200 città, in 65 paesi del mondo e in 48 lingue. “Alcuni contribuiscono anche senza saperlo, semplicemente utilizzando l’app per i propri viaggi e, grazie alle loro ricerche, dandoci così indicazioni sugli itinerari più importanti e sui tempi di attesa. Altri, più attivi e accreditati sono veri e propri editor in gradi di correggere un orario o un tracciato in tempo reale, talvolta anticipando quello che fanno gli stessi uffici delle aziende di trasporto locale”.

L’azienda non rende disponibile sull’app una città finché non è completamente mappata ma i temi si stanno continuamente accorciando grazie ai “mapathon”, degli hackathon dedicati a mappare un’area che hanno permesso di mettere online una città in tempi record di 16 ore. “Un exploit molto bello è stato quello di Rio, in preparazione delle Olimpiadi – sottolinea Meydad – dove la comunità locale ha anticipato la stessa amministrazione”.

Oltre alla rapidità e all’accuratezza, un ulteriore vantaggio è che tutto questo lavoro di data entry e controllo che costerebbe milioni all’anno se fatto internamente, è di fatto completamente gratuito. “È molto importante avere un rapporto chiaro con tutti i tuoi stakeholder, che non sono solo i passeggeri ma anche le aziende di trasporto – sottolinea Meydad – per questo tutti i nostri servizi per chi viaggia sono gratuiti e la fee per servizi come il carpooling sono disegnate in modo da mantenere i costi appena superiori a quelli dei mezzi pubblici”.

Oggi l’azienda è al terzo round di finanziamento che gli ha permesso di raccogliere 83 milioni di dollari e sta guardando a espandere il suo modello di business per esempio con la gestione del car sharing del Drive Now di Bmw e integrando altri servizi come il bike-sharing. “Vogliamo espandere la multimodalità del trasporto per tutti coloro che non viaggiano con un mezzo proprio – spiega il manager – perché vediamo che sempre più spesso chi si sposta in città utilizza mezzi diversi, non solo bus e metro ma anche auto e bici, ma la navigazione è ancora troppo frammentata e fa perdere tempo. I benefici non saranno solo spostamenti più fluidi, ma anche un vero e proprio sistema nervoso del trasporto pubblico e di come le persone si spostano nelle zone urbane”. Una scommessa non da poco e che potrebbe finalmente fornire alle amministrazioni locali anche dati per sviluppare una mobilità più efficiente e sostenibile. Nelle città, infatti, vive ormai più della metà della popolazione globale e i trasporti sono la prima fonte di emissioni di gas serra e di inquinanti dannosi per la salute.