Piano piano. Nessuno lo sa meglio di un albero. Per questo il  Festival della Lentezza ha deciso di piantare un bosco del tempo. “Cosa c’è di più lento di un albero che cresce? Gli alberi ci insegnano che cosa siano la pazienza e la cura.  Un invito a riprenderci il tempo che noi stessi ci siamo sottratti. E’ una filosofia che ci invita a fare le stesse cose, ma con un approccio mentale diverso” spiega Marco Boschini coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, che promuove il Festival della Lentezza dal 2015. Su questa ispirazione è nato il Bosco del Tempo di Colorno che, nell’intenzione dell’associazione, sarà replicato in altri cento comuni italiani.

I 200 alberi che verranno piantati – su un terreno dato in concessione dal Comune parmense – saranno a beneficio dei bambini della scuola materna che si affaccia sul verde. Che via via riceveranno i frutti raccolti. Frutti -mele e pere – scelti in modo accurato tra varietà dimenticate, grazie alla partecipazione al progetto dell’Azienda Agraria Sperimentale Stuard di Parma, che del bosco ha già realizzato il progetto preliminare e il piano di gestione dei primi dieci anni. Inoltre grazie alla stessa azienda e a una associazione locale, saranno promosse attività educative per le scuole.

La nascita del Bosco del Tempo è frutto di uno sforzo corale. Vincendo il bando di Banca Etica su spazi e luoghi in disuso, il progetto ha avuto la possibilità di raccogliere più di 16mila euro sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Raggiunto l’obiettivo di raccolta del 75%, il resto delle risorse è giunto dallo sponsorizzazione della stessa banca.

Ogni albero è unico. Come il nome della persona – che è mancata o che è appena nata – scelto da ciascuno dei 168 donatori per essere appeso su un albero.