Quando lui era piccolo, il nonno agricoltore impiegava lavoratori stranieri nei campi. E loro, ben istruiti in Africa, lo aiutavano a fare i compiti. Poi anche lui a suo modo è diventato un migrante. “Io sono stato decisamente più fortunato, certo – racconta Nicola Palumbo 34 anni da otto in Svizzera, dopo la laurea in Informatica alla Federico II di Napoli – A Zurigo ho trovato lavoro come sviluppatore nella finanza ma il mio cuore resta in Italia.  E vorrei fare qualcosa per tutte quelle persone che sono costrette a partire, che non hanno scelta. Il lavoro da remoto sarebbe la soluzione”. Che per lui si chiama Kontrahub ed è la piattaforma che sta sviluppando lui stesso per mettere in contatto imprenditori con lavoratori freelance che abbiano skills di cui c’è bisogno come semplici lavori di grafica o di It, siti web, attività di marketing o di indicizzazione dei motori di ricerca.

“Di fatto ad oggi esistono due possibilità. O sistemi basati sui social network, dove però il meccanismo può essere falsato e la reputazione essere un fake – spiega Palumbo – Oppure ci sono piattaforme a pagamento con fee medie del 10%, che si spingono fino al 20 percento. Il freelance è in una posizione piuttosto scomoda”. Per uscire dall’empasse Palumbo sta progettando una piattaforma basata su blockchain che potrebbe garantire un sistema sicuro di fiducia, in quanto basato transiti digitali tracciabili. Le parti si contatteranno online, firmeranno il contratto per la prestazione e risolveranno il pagamento.

Per ora la piattaforma – che sarà rilasciata a marzo – si rivolgerà principalmente ad Europa e America per poi estendersi a Sud America, Africa e Asia. “Milioni di persone con competenze specifiche si muovono ogni anno perché nei loro paesi non ci sono possibilità di lavoro – spiega Palumbo -. Molti sono costretti dalle condizioni dei paesi di origine e magari qui svolgono lavori meno qualificati. Ora il lavoro da remoto consente loro di rimanere nei loro paesi e mettere in gioco le loro competenze”. Solo in Europa gli immigrati con un alto livello di educazione sono 62 milioni.

Una parte della fee dello 0,5% – che assieme all’ingresso nel capitale di un fondo di investimento americano sostiene il modello di business della piattaforma – verrà poi reinvestita nell’education. “Noi stessi tramite la piattaforma  – aggiunge Palumbo –  assumeremo persone per andare a formarne altre nei paesi in via di sviluppo”.

Complessivamente il mercato mondiale dei freelance vale oltre 300 miliardi di dollari. Ed è crescente. Considerando i 763 milioni di persone che si muovono in uno stesso paese o continente e i 243 milioni di migranti internazionali, “stimiamo di poter arrivare a creare un milione di posti di lavoro”. Se i suoi conti sono giusti, basterà affidarsi all’Internet della transazioni?