Le informazioni sui flussi di traffico nelle metropoli sono cruciali per comprendere i livelli e le fonti delle emissioni urbane, che rappresentano circa il 70 di quelle globali. Ora possiamo farlo anche ricorrendo all’analisi di Big data, seguendo in diretta i movimenti dei possessori di cellulari, a costi decisamente ridotti. Uno studio eseguito a Norimberga permette di concludere che l’analisi dei dati provenienti dalla rete mobile può costituire una modalità efficace per stimare le emissioni di anidride carbonica e ossido di azoto presenti nell’aria urbana, con investimenti contenuti. Nel caso di studio le informazioni hanno registrato un tasso di accuratezza pari al 77 per cento.

I dati forniti dall’operaotre Telefonica Next, rigorosamente anonimi, sono stati aggregati e trasformati in flussi di movimento dai data scientist di Teralytics, spinoff del Politecnico di Zurigo attiva nell’analytics di big data, che hanno potuto analizzare più di 1,2 milioni di rotte di spostamento, catalogandoli sulla base del mezzo di trasporto utilizzato. In una seconda fase South Pole Group, specializzata in soluzioni di sostenibilità, ha utilizzato modelli atmosferici per stimare i livelli di inquinamento provocato dall’utilizzo dei diversi mezzi: combinando i dati meteorologici e i flussi con i livelli di emissione dei singoli mezzi di trasporto, sulla base dei calcoli del ministero federale dell’Ambiente, il gruppo di lavoro ha potuto stimare i livelli di inquinamento e di emissioni di gas serra.

La rappresentazione dei flussi all'interno della città di Norimberga
La rappresentazione dei flussi all’interno della città di Norimberga

 

Il terzo step è stato quello di valutare l’accuratezza del metodo confrontando le stime ricavate sulla base di big data con i dati effettivi recepiti dalle stazioni di rilevamento urbane. Il risultato è stato che i valori sono coincidenti nel 77% dei casi.

“Mentre i nostri comportamenti quotidiani nelle città si trasformano in emissioni dannose per tutti, essi generano anche enormi masse di dati comportamentali. La nostra missione è quella di utilizzare questi dati a beneficio della società – ha commentato il Ceo di Teralytics, Georg Polzer -. Le conclusioni dello studio di Norimberga dimostrano che questi dati possono essere utilizzati per fornire ai pianificatori urbani i dettagli di come la mobilità urbana contribuisce all’inquinamento”.

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I confortanti risultati dello studio pilota, avviato da oltre un anno, rappresentano una solida base per l’ulteriore sviluppo della metodologia, grazie anche al supporto finanziario da parte del Low Carbon City Lab di Climate Kic, inizaitiva che mette insieme università, amministrazioni pubbliche, aziende e organizzazioni non profit, per l’elaborazione di misure a favore dell’ambiente urbano. I ricercatori si potranno così concentrare nel miglioramento dell’analisi, focalizzando la loro attenzione sugli spostamenti a corto raggio, che sono la gran maggioranza nelle città, e sulle diverse tipologie di veicoli, per calcolare in maniera differente le emissioni di una vettura elettrica e quelle di un Suv. In un passaggio successivo il sistema verrà affinato per tenere conto della velocità di spostamento, tenendo in considerazione soprattutto gli stazionamento in coda e le fermate al semaforo. Con l’obiettivo di arrivare sempre più vicini al 100 per cento di coincidenza con le emissioni reali.