Entrare in contatto con il visitatore, conoscerlo e coinvolgerlo. Perché viva un’esperienza piena, pensata per lui e magari ritorni. I musei si giocano la carta digitale per restare luoghi vivi e vissuti. A Torino sarà incubato il progetto Magnet, una app integrata con tecnologie di proximity marketing, fra cui i beacon, che consentirà ai visitatori di fornire ai musei i dati più appropriati per essere coinvolti nelle attività espositive e nelle esperienze culturali.

“L’app fornirà una serie di informazioni in modalità passiva e attiva – spiega Claudio Russo, del team di Magnet che ha vinto Museum Hack (che si è svolto lo scorso weekend) –  Passiva perché, per esempio, quando l’utente vorrà accedere al wifi gratuito nella zona antistante i musei potrà farlo installando l’app e compilando una serie di form che forniranno informazioni preziose. E in modalità attiva, perché l’app guiderà attraverso una serie di percorsi culturali nei musei e con i beacon avremo informazioni preziose sui comportamenti e i tempi di fruizione”. Così, per esempio, se si notano certe preferenze artistiche l’app invierà successivamente notifiche personalizzate.

Il progetto Magnet può estrarre valore dalla ricchezza del circuito della Fondazione che conta su Palazzo Madama, Gam (Galleria Civica d’arte Moderna), Museo di Storia Orientale e Borgo Medioevale.

Oltre all’app il progetto prevede di estrarre intelligenza dalle informazioni attraverso le campagne social e le mailing list, lavorando molto sulla profilazioni dell’utente.

Museum hack è un’iniziativa di  Talent Garden e Fondazione Torino Musei (in collaborazione con Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino) che hanno sfidato startup, freelance e sviluppatori di software a ideare un nuovo modello di gestione dei dati e di sviluppo di progetti per personalizzare l’esperienza-museo. E che ora decideranno come procedere all’incubazione di Magnet.

Secondo progetto classificato Profeelo, una app che permetterà ai musei di offrire ai visitatori un servizio di membership integrato che include informazioni su ciò che più li interessa, biglietteria online, audioguide via Storify, mappe dei luoghi visitati e un accesso personalizzato a campagne di crowdfunding. Infine come terzo classificato Oliva, un chatbot interattivo che consentirà ai musei di comunicare in modo diretto e personalizzato, di arricchire il modello di customer relationship management con i dati diffusi attraverso i social network e di incentivare il passaparola sui contenuti delle mostre attraverso il web.