Se vi fermate un attimo a pensarci realizzerete anche voi che, grazie alla tecnologia contactless, pagare è diventato molto facile. Perché oggi è sufficiente appoggiare una carta di credito o un bancomat su un lettore per avere lo scontrino in pochi istanti, anziché perdere tempo a cercare e contare il denaro e le monete (o persino a digitare il pin) per saldare il conto. Tutto bene, o forse no, come suggerisce Sam Roots, designer 31enne inglese: “Ho realizzato” mi spiega “che la tecnologia quasi sempre dà assuefazione: da Facebook a Youtube, Netflix e Amazon tutto è architettato per ridurre sempre più le barriere verso un maggior consumo”. Se si può pagare in un secondo è chiaro dunque che acquistare senza pensieri diventa sempre più facile. “Per combattere quest’idea”, spiega Roots “ho creato una tecnologia che tenta di reintrodurre quello sforzo e quello spazio per pensare necessario soprattutto a chi soffre di stress, depressione o sbalzi di umore connessi alle modalità di spesa del denaro, ma che in definitiva può rivelarsi utile per chiunque”. Treasure è un progetto composto di due parti, un’interfaccia fisica e una digitale: “La prima è rappresentata da un congegno che funziona come lucchetto del conto bancario e richiede ogni volta l’attivazione attraverso la pressione di una serie di pulsanti. Questo permette di rallentare l’atto di pagamento e crea lo spazio perché la parte razionale del cervello possa controllare quella impulsiva. La seconda è costituita da una app che permette di tenere sotto controllo il bilancio e creare piani di spesa cui cercare di aderire per non andare in rosso”. L’idea è di introdurre una forma di impedimento alle possibilità della tecnologia attuale, che permette di spendere sempre e comunque, anche quando non si hanno contanti, per ristabilire comportamenti ormai dimenticati ma sani. “Credo che il design abbia un ruolo fondamentale da giocare nelle future tecnologie”, conclude Roots “perché ormai è molto più di qualcosa che riguarda l’estetica, ma attiene a come le persone e la tecnologia interagiscono tra loro”.