Prevedere vuol dire cercare di capire quello che potrà succedere e oggi ci sono modelli basati su algoritmi che utilizzano per le previsioni un metodo scientifico. Ma prevedere implica anche una capacità di visione che vada oltre il visibile, oltre gli orizzonti di quanto sembra al momento possibile per intravedere percorsi futuri. E’ questa l’ambizione di Mipu, l’acceleratore di imprese nate attorno all’intuizione di modelli predittivi e ad alto contenuto di sostenibilità premiato la scorsa settimana nell’ambito di GammaDonna, il Forum nazionale dell’imprenditoria femminile e giovanile, giunto all’ottava edizione.

Per Mipu la sostenibilità non ruota soltanto attorno all’ambiente ma è un concetto a 360 gradi: “E’ una sostenibilità che ruota attorno alle persone, che porta un beneficio tecnico ed economico ma con un impatto positivo sia in termini di efficienza e di riduzione degli spreechi, ma anche di qualità del lavoro”, spiega Giulia Baccarin, fondatrice insieme a Giovanni Presti di Mipu. Laureata al Politecnico di Milano in ingegneria biomedica, oggi 35enne, l’imprenditrice si è immediatamente innamorata del mondo dei robot. Da qui è nata la passione per i modelli predittivi, quei processi che sfruttano i segnali già presenti nella realtà per creare algoritmi in grado di prevedere i comportamenti futuri. Da questa intuizione è nata I-care, società specializzata nella diagnostica di  precisione dello stato di salute degli impianti industriali per poterne comprendere le esigenze di manutenzione da qui a qualche mese: nata nel 2008, ha oggi 120 dipendenti, di cui una ventina in Italia, il resto distribuito tra otto Paesi.

Il team di I-care Italia con al centro Giulia Baccarin, ad di I-care Italia e Mipu
Il team di I-care Italia con al centro Giulia Baccarin, ad di I-care Italia e Mipu

 

Attorno a I-care sono nate altre idee, a partire da Energy Audit, che utilizza gli algoritmi predittivi per valutare e ottimizzare il fabbisogno energetico e idrico di una struttura, da un impianto industriale a un aeroporto, che adesso sta lavorando come partner tecnologicpo del Governo coreano. Accanto a queste sono state create anche Miot, attiva nell’Internet of things, e Inspiring Software per lo sviluppo di software predittivi, per dare vita a un gruppo in cui sono “accelerate” quattro società con un fatturato globale da 4,5 milioni di euro, una cinquantina di addetti e tutte con un risultato positivo. Perché sostenibilità è anche dal punto di vista economico: “Si tratta di idee che devono poter stare in piedi da sole – prosegue Baccarin -: solo se un’idea è sostenibile finanziariamente diventa azienda”. Ma essere sostenibili vuole dire anche rispetto della diversità di genere, con l’impegno ad avere un minimo del 30% dei dipendenti di sesso femminile: “Non è sempre facile dal momento che, soprattutto nell’ambito delle competenze tecnologiche avanzate, la disparità di genere rimane elevata”.

L epeculiarità di Mipu, che si presenta come un “social good accelerator”, non si fermano qui. Per propria filosofia l’acceleratore non vuole aggregare dei progetti recuperati all’esterno, ma “le idee possono nascere solo all’interno del gruppo, dal brain storming tra i collaoratori o dal confornto con i clienti, con l’obiettivo di portare insieme persone da tutto il mondo – prosegue la fondatrice -: proprio per questo abbiamo scelto una sede a Salò, sul lago di Garda, in un regione che fosse accogliente per attirare talenti e creare competenze creando business non facilmente trasferibili, che potessero instaurare uno stretto legame con il territorio”. Non è stato facile recuperare competenze in un’area esterna dalle grandi aree urbane, ma lo stesso Mipu prosegue senza cambiare rotta: l’acceleratore è anche vincolato a reinvestire gli utili per cinque anni nella creazione di posti di lavoro sul territorio.