E-Democracy, come usare la rete per decidere in modo civico

Data

30 settembre

Orario

12:00–13:00

Sede dell’evento

Palazzo Bo - Aula Nievo

Tipologia

Panel

Quali sono le dinamiche, i presupposti matematici e i modelli che permettono una partecipazione online dei cittadini per risolvere problemi comuni? Un confronto moltidisciplinare con alcuni dei migliori esperti del settore per capire come e quando la democrazia digitale può funzionare.

Pietro Speroni di Fenizio
Check and Balance in E-Democracy.
Il Bilanciamento dei Poteri nella Democrazia Elettronica.
La Democrazia in generale, e la Democrazia Rappresentativa in particolare, non si riducono al solo atto di votare. Ma sono anche il prodotto di una serie di bilanciamenti tra poteri contrapposti per evitare derive assolutistiche. l’e-Democracy porta sulla tavola strumenti nuovi. E compare in un momento in cui, secondo alcuni, il bilanciamento tra i poteri è stato già eroso nei fatti (per esempio in Italia l’abuso del ricorso ai Decreti Legge). Tutto questo porta alla ricerca di nuovi strumenti. Alcuni di questi possono essere usati per bilanciare i nuovi poteri che si stanno delineando, ma anche per bilanciare i poteri tradizionali. Vedremo (tempo permettendo) tre esempi di strumenti: uno per bilanciare il potere delle petizioni, uno per bilanciare il potere dei parlamentari nello scrivere leggi e uno per bilanciare il potere di una maggioranza di persone nell’imporre il loro volere in un parlamento.

Antonio Floridia
Mito e realtà della E-Democracy
Non c’è dubbio che le nuove tecnologie dell’informazione presentino enormi potenzialità, anche per ciò riguarda le forme e gli strumenti della democrazia. Tuttavia, molti equivoci, e anche molte distorsioni, accompagnano i discorsi correnti su questo tema. Un corretto uso democratico delle nuove tecnologie dell’informazione implica una rilevante riflessione teorica sui modelli di democrazia a cui questo uso può ispirarsi; e le opzioni sono molto diverse. È un mito pericoloso quello di quanti pensano che, attraverso le nuove tecnologie dell’informazione possa essere rinverdito un classico ideale di “democrazia diretta”: è più probabile che si approdi, in realtà, ad un loro uso plebiscitario e, potenzialmente, autoritario. La via più promettente è invece quella di adottare un modello deliberativo di democrazia: è possibile immaginare, in tal modo, esiti e procedure pienamente democratiche, che vengano arricchite dalle nuove tecnologie della comunicazione.

Umberto Grandi
Ingegneria elettorale – i paradossi del voto combinatorio
È possibile definire univocamente “la volontà di un popolo” o di un qualsiasi gruppo di persone? Mentre la regola della maggioranza è utilizzabile nel caso di decisioni semplici, in forma di sì/no o favorevoli/contrari, numerosi ostacoli teorici ed algoritmici si manifestano nel momento in cui il voto diventa combinatorio, come nel caso di referendum multipli, di preferenze su diversi candidati, e nella maggior parte delle situazioni affrontate con metodi e software di e-democracy. Da più di cinquant’anni politologi, economisti e, recentemente, informatici lavorano per superare questi ostacoli. In questo intervento presenterò alcuni dei maggiori contributi in questo campo.


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