Sull'ultimo numero di Nòva Giampaolo Coletti ha raccontato la storia della testata giornalistica Il Resto del Michelino. Ecco un video tratto dalla web tv gestita dalla redazione. Nel seguito di questo post il testo dell'articolo. Buona visione.
Sul numero di Nòva oggi in edicola Jacopo Pasotti racconta l'ecosistema dell'Alaska a 20 anni dal disastro della Exxon Valdez. Ecco un trailer del reportage. Nel seguito di questo post pubblichiamo invece una versione più estesa dell'articolo.
Tachi Yamada è direttore del Global health programme della Bill & Melinda Gates Foundation dal 2006 e la sua intervista è sul numero del 10 luglio di Nòva24. Yamada spiega che per avere quelle "breakthrough innovations", quelle innovazione radicali di cui tanto si parla, sia necessario rischiare, puntando su ipotesi che a prima vista possono sembrare decisamente strampalate. Purché si possano verificare con metodo scientifico.
Un approccio che sta portando avanti con i nuovi bandi delle "Grand Challenges explorations" e che promette di arrivare, un giorno, alla completa eradicazione di Tbc, meningite e perfino della malaria, uno dei fardelli più pesanti per i Paesi in via di sviluppo. Ma anche di stimolare l'innovazione e la creazione di start-up tecnologiche nei Paesi in via di sviluppo, creando nuova conoscenza e ricchezza.
L'intervista la trovate sul blog "Politica e società" di Blogosfere. Lawrence Lessig, docente di diritto costituzionale a Standford e creatore delle licenze Creative Commons, parla di politica e internet, riferendosi anche all'Italia.
Sul numero di questa settimana Luca racconta la nuova iniziativa di Lessig, denominata Change Congress. L'idea è promuovere la partecipazione attiva degli utenti alla politica americana. Una rete capillare che possa determinare l'agenda politica e monitorare l'attività dei candidati.
Si parte con tre proposte impegnative per i politici: la promessa di non accettare contributi dalle lobby e dai comitati di azione politica, l’impegno a vietare per sempre la destinazione di denaro a progetti di quartiere di discutibile valore, l’impegno a sostenere il finanziamento pubblico delle elezioni, e la promessa di promuovere una maggiore trasparenza del funzionamento del Congresso.
“Il web non è semplicemente una sostituzione del broadcast – ha spiegato Lessig -. Non si tratta di un opuscolo politico più economico e interattivo. E’ una tecnologia che, se ben architettata, può consentire ad uno straordinario numero di cittadini di impegnarsi: parlare, scrivere, studiare, assumersi responsabilità. Questo impegno trasforma i sostenitori in militanti”.
Anche YouTube ha il suo Video Awards. I vincitori sono rigorosamente scelti dagli utenti. Gli YouTube Video Awards 2007 sono stati organizzati in dodici categorie.
Gli utenti hanno votato dal 13 al 19 marzo.
Ed ecco i vincitori:
Categoria "Adorabile":
Il vincitore, con il 25,1% dei voti, è il video di un bambino che ride a crepapelle ("Laughing Baby") quando il papà lo fa giocare con dei fogli di carta strappati.
E’ il 1999 quando il Cluetrain Manifesto vede la luce: un testo “eretico, articolato provocatoriamente in “95 tesi”, che con poche ma chiare parole descrive e analizza la rivoluzione in corso nei mercati economici planetari, innescata dall’avvento di internet e dell’e-commerce. Gli autori sono David Weinberger, Christopher Locke, Rick Levine e Doc Searls, ma è a quest'ultimo che viene generalmente attribuita la prima e forse la più nota delle tesi: «I mercati sono conversazioni». Dialogando tra loro grazie alla rete – spiegano alla fine del secolo scorso i quattro autori statunitensi - persone provenienti da ogni angolo della terra condividono la conoscenza e si trasformano rapidamente in utenti/clienti più consapevoli, sempre meno condizionabili dal bombardamento mediatico del marketing tradizionale.
Quasi un decennio dopo, la storia ci insegna che Searls e i suoi colleghi avevano colto nel segno, definendo i contorni di un poderoso fenomeno che si rivela tutt’ora in corso. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Alessio Jacona e Nicola Mattina lo hanno chiesto direttamente allo stesso Doc Searls, che propone un bilancio in chiaroscuro del passato e rilancia da par suo la questione annunciando: “Il futuro dei mercati è nelle relazioni”.
Se Internet non è ancora arrivata sui cellulari è dovuto, da un lato, a cellulari pensati come telefoni piuttosto che come dispositivi per trattare dati e, dall’altro, alle politiche commerciali degli opera-tori mobili, che finora hanno preferito continuare a esplorare (con poco successo) le opportunità legate allo sfruttamento dei propri walled garden. Tuttavia, appare chiaro che uno dei passaggi più significativi che aspetta Internet è proprio il suo approdo ai dispositivi mobili: saranno i cellulari di nuova generazione come l’iPhone che ci permetteranno di portare finalmente con noi il nostro so-cial network invece di una banale rubrica degli indirizzi. Di mobile Internet, abbiamo parlato con Fabrizio Capobianco, fondatore e amministratore di Funambol, che ha raccontato a Nicola Mattina della sfida di produrre applicazioni rivolte al mercato di massa in un settore così poco standardizzato come quello della telefonia mobile.
Clicca qui per vedere la rassegna stampa internazionale sull'innovazione. Questa settimana a prendere la scena è stato l'ingresso
di Google nel mondo della mobilità. Le voci circolate nelle settimane
precedenti hanno spinto il valore della azioni del colosso di Mountain
View oltre i 700 dollari. Anche il valore di Facebook preoccupa alcuni
analisti finanziari, molti osservatori, tra cui il New York Times, parlano da tempo del rischio di un'altra bolla. Questa volta 2.0.
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