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giovedì 25 giugno 2009

I titoli che non troverete su Nòva (ovvero creatività casuale)

La cronaca di una giornata nella redazione di Nòva24. Con una missione: scrivere il titolo di copertina. Ecco come è andata.

 

Lunedì tardo pomeriggio. Il numero di Nòva che chiude domani non ha ancora un titolo. O meglio l’argomento è già chiaro da settimana scorsa, con tanto di doppio paginone, visto che si tratta di un tema ampio e variegato: l’agricoltura sostenibile, vale a dire l’esame delle tecniche con cui aumentare la produzione agricola per alimentare una popolazione che volerà oltre i nove miliardi di persone senza pesare ulteriormente sul pianeta… Rimane da trovare un titolo, uno slogan che sintetizzi il tema, quell’elemento che, tra gioco e contenuti, per noi di Nòva è uno degli elementi fondamentali del numero che giovedì trovate in edicola.

Qualcuno butta lì il problema, finora bellamente ignorato senza che l’appello venga sul momento apparentemente raccolto. Ognuno va avanti a fare quello che stava facendo. Anche Luca, il caporedattore, che rimane silenzioso davanti allo schermo con la faccia impegnata di chi sta smazzando l’ondata quotidiana di mail. In realtà non è così. “Che ne dici di questo?”. Pierangelo si avvicina e trova la prima bozza…

RIVOLUZIONE NEOLITICA (THE SEQUEL)

Il tentativo è chiaro e non nasconde le ambizioni di Luca: un’immagine alta, che elevi il tono del discorso rispetto alla sporca terra e al pomodoro che Antonio, il nostro illustratore aveva avvinghiato attorno a una piramide moderna di vetro e piante, modello futuribile del vertical farming che avevamo scelto come icona di quell’agricoltura sostenibile che andiamo a esplorare. Pierangelo non nasconde  la scarsa immediatezza del titolo. Forse non per tutti è immediato che il neolitico è stata l’era del passaggio dell’uomo dal nomadismo all’agricoltura e alla stanzialità. Anche Alessia si alza e conforta il giudizio. Si passa a un più piatto

RIVOLUZIONE AGRICOLA (THE SEQUEL)

E, mentre Luca si lamenta con il sistema editoriale che gli fa brutti scherzi con i comandi del titolo, si alza dal suo posto anche Luca, l’altro Luca, appena tornato bello riposato e propositivo da tre settimane di viaggio di nozze e che ci risparmia almeno per qualche ora la sua sana e tradizionale vena polemica. E’ il segnale che il gioco si fa serio (si fa per dire)! Arriva anche Antonio, giunto per caso per capire proprio come si poteva dare un taglio definitivo alla copertina. Francesca, sorniona, assiste dal suo posto, senza buttarsi direttamente nella mischia. La squadra è al completo! Si può partire…

“Sequel”, si capirà? L’interrogativo cade nel vuoto perché l’argomento scatena immediatamente le fantasie. Si tenta di rimanere su concetti che facciano riferimento alla storia, puntando su quella piramide visionaria che campeggia nella pagina, ma si scivola immediatamente su giochi di parole che strizzano l’occhio a titoli di film.

Da un semplice

L’ORTO DEL VICINO E’ SEMPRE PIU’ VERDE

si passa a un più divertente

L’IMPERO COLTIVA ANCORA.

Poi scende in campo l’orto e arriva la zampata che potrebbe essere decisiva tra campi e zombie:

LA NOTTE DEGLI ORTI VIVENTI,

che vira al più presto su

L’ALBA DEGLI ORTI VIVENTI,

lasciando più spazio al futuro e alla speranza. L’ilarità ci fa concludere che potrebbe essere la scelta definitiva. Luca scrive il titolo, gioca sulle maiuscole e minuscole, sulle due righe del titolo. I dubbi però non mancano! E’ un titolo che potrà superare l’esame della capo redazione centrale, di solito piuttosto allergica ai giochi che vadano oltre le intenzioni. Si rumina il titolo, si gira e si rigira. L’idea è divertente e cattura tutti. Ma forse – è il commento comune - rischiamo una pericolosa facciata: se poi il titolo rifiutato dà spazio a uno più piatto scelto da altri. “Tanto se la vedrà Pierangelo quando va a chiudere il giornale”, azzarda qualcuno. Sarà ma è proprio Pierangelo che rilancia puntando sulla “coltura”

PIU’ COLTURA PER TUTTI

Piace a qualcuno, potrebbe essere una seconda scelta dignitosa… Qualcuno la butta anche su vecchi slogan politici anni Settanta

LOTTA DURA PER LA VERDURA…

O anche peggio. Ma intanto la deriva filmica non si arresta

IL TEMPO DELLE MELE o POMODORI VERDI FRITTI?

arriva dalle retrovie, dando la stura a una serie di battute che coinvolgono frutti e verdure ampiamente scontati, con battute che hanno più a che fare con la cronaca di questi giorni che non con l’agricoltura e le sue tecnologie… giusto la tecnologia, si può puntare su questo riportando Nòva alla sua mission originaria! Senza voler fare nomi, c’è anche chi la butta sulle frasi fatte: così il “darsi la zappa sui piedi” si trasforma in un gergale

‘O ZAPPATORE

che potrebbe proseguire la recente vocazione napoletana di Nòva (‘O paese d’’o sole, rigorosamente con due apostrofi come da presunto manuale di grammatica napoletana recuperata su Wikipedia). Intanto Luca davanti allo schermo continua a buttare lì ipotesi. Senza voler coinvolgere entità superiori si lancia anche su un

URBIS ET ORTIS

Che piace ma non convince, anche per evidenti timori. E poi, senza dire nulla, digita sullo schermo

TECNOLOGIA COLTURALE

Che si trasforma in breve in:

RIVOLUZIONE COLTURALE

Il processo creativo sembra giunto al capolinea, lo slogan piace, funziona… ok, per il momento ecco la first choice! Ma un’oretta dopo Luca si contorce ancora nel dubbio: Rivoluzione colturale o Movimento colturale? Si chiede in una redazione semivuota! La pagina rimane lì, ci diamo una notte per pensarci su e… domani è un altro giorno! Magari cambierà, con un’idea nuova saltata fuori per caso, o forse rimarrà uguale. Ma intanto avete capito cosa c’è dietro quel titolo che troverete sulla copertina di Nòva. E soprattutto avete visto il titolo che non leggerete questa volta. Potreste così segnalarci, se volete, quello che avreste preferito!

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giovedì 20 aprile 2006

Open-nòva è cominciata

Opennovalogo_3Riccardo Maggiolo racconta la storia di Saverio Bettuzzi, un professore dell'università di Parma che ha elaborato una strategia rivoluzionaria contro il tumore alla prostata, che ha fatto drizzare le antenne a un'ente governativo americano e una società farmaceutica giapponese.

Alessandro Scibilia narra invece di Seti@home, il piano nato a Berkeley per analizzare le onde radio dallo spazio in cerca di civiltà intelligenti tramite un programma di calcolo distribuito, ma che rischia di chiudere per mancanza di fondi.

Riccardo e Alessandro, 22 e 24 anni, sono ancora all'università. Sono i primi due ragazzi che hanno cominciato a percorrere il sentiero del giornalismo grazie a Open-nova, l'iniziativa lanciata da Nòva24 due mesi fa e che è diventata realtà con il numero oggi in edicola.

Tutte le regole per partecipare sono qui, nel blog di Nòva24. Vi aspettiamo.

giovedì 23 marzo 2006

Open-nòva F.A.Q. - n.1

Opennovalogo_2

L’ora di Open-nòva si avvicina. Nella seconda metà di aprile, Nòva24 (ogni giovedì in edicola in il Sole-24 Ore) comincerà a pubblicare, sparsi nelle sue pagine, articoli scritti da 16-25enni. Di articoli ne sono arrivati ancora pochi, ma solo ieri se ne sono aggiunti tre. In compenso, dalle email e dai blog si sono levate un gran numero di domande, alle quali cominciamo a rispondere da oggi, sotto forma di frequently asked questions...

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mercoledì 8 marzo 2006

Open-nòva

Opennovalogo Da oggi, chiunque potrà inviare articoli e riuscire a vederli pubblicati su Nòva24, il supplemento di scienza e tecnologia che esce ogni giovedì con il Sole-24 Ore: a patto che rispondano a sei requisiti.

1. Qualità
Nòva apre le porte, per dare spazio a chi ha il talento della scrittura.
Esibire all’ingresso: buon italiano, linguaggio giornalistico, senso della notizia.

2. Originalità
In tutti e due i sensi possibili: l’articolo deve contenere notizie e/o riflessioni inedite. Ma è anche apprezzata la creatività.

3. Su misura per Nòva24
Ogni giornale ha il suo «taglio», la sua personalità, i suoi temi preferiti. Anche Nòva24 – che in poche parole si occupa di scienza, tecnologia, innovazione e creatività – ha i suoi. Bisogna leggerli, capirli. E centrarli.

4. Niente conflitti d’interesse
Forse sarà solo una questione di stile. Fatto sta, che a Nòva24 non piacerebbe pubblicare articoli dove si celano interessi personali o professionali. Quindi è richiesta un’apposita dichiarazione scritta, da parte dell’autore.

5. Verificabilità delle fonti
La redazione si riserva di controllare che il testo di eventuali interviste sia corretto. L’autore dovrà quindi informarne, preventivamente, gli intervistati.

6. Ma non è proprio per tutti...
Nòva24 è un’imbarcazione che cerca di scrutare nel futuro. E sceglie di far salire a bordo coloro che, di natura, guardano più lontano. Open-nòva è riservata a tutti i cittadini europei che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che non abbiano ancora spento ventisei candeline.

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